Data: 27/11/2006
Testata giornalistica: Trambus
I trasporti verso lo sciopero generale

Come nel 2003. Il prossimo primo dicembre potrebbe essere un venerdì nero, con il blocco totale del servizio di trasporto. Nei giorni scorsi le segreterie generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno lanciato l'ultimatum: "Se il Governo non darà nelle prossime ore risposte chiare sui trasporti, nel settore si andrà allo sciopero generale". "Siamo di fronte - avvertono Fabrizio Solari, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia - a una drammatica sottovalutazione della situazione dei trasporti. Avevamo denunciato da tempo quello che stava avvenendo, abbiamo proposto soluzioni e realizzato un'intesa col Governo, che individuava nella cabina di regia lo strumento per governare la crisi. Ad oggi non ci sono - affermano - neppure le risposte riferite alle emergenze. Nelle prossime ore il Governo ha il dovere di assumere le decisioni necessarie. E' evidente - concludono - che in assenza di risposte la situazione è destinata a precipitare fin dai prossimi giorni e la gravità del contesto è tale da richiedere una mobilitazione straordinaria del settore, che non può escludere il ricorso allo sciopero generale dei trasporti". A rincarare la dose, nei giorni scorsi, anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Se questi problemi, a partire dal trasporto pubblico locale, ma anche per le ferrovie non dovessero essere risolti, è inevitabile una iniziativa di sciopero". "Poi non ci vengano a dire che non sono stati avvisati". Nel sottolineare come sia necessario comunque tener conto "del fatto che le regole vieterebbero" uno sciopero generale, Angeletti spiega: "Saremo costretti a fare scioperi settore per settore". Comunque, aggiunge, auspichiamo correzioni alla finanziaria in Senato per ottenere maggiori risorse. "Sicuramente per il trasporto pubblico locale - dice - perché dobbiamo rinnovare i contratti e servono i finanziamenti. Al Senato si migliora sempre, tutti vogliono migliorare la finanziaria, lo vogliamo anche noi". I confederali, ricordiamo, chiedono un aumento medio mensile di 111 euro per il rinnovo del biennio economico 2006-2007 degli autoferrotranvieri, richiesta rigettata più volte dalle Associazioni datoriali per le quali non ci sono le condizioni per accogliere tali richieste: "Sono al di fuori dei sistemi di calcolo introdotti dal protocollo del 1993 e non tengono conto del fatto che il settore non ha avuto interventi strutturali in grado di consentire alle aziende di agire".Nonostante la situazione di stallo, le associazioni che rappresentano le aziende di trasporto hanno proposto un aumento medio di 60 euro, proposta già definita "provocatoria" dalle organizzazioni sindacali.

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