Data: 26/11/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, il piano di Padoa-Schioppa. Sarà una gara trasparente a decidere l'alleato dopo l'ok del governo. Tempi rapidi per la scelta

Una banca d'affari e una società di consulenza cercheranno nuovi soci

ROMA - Una grande banca d'affari internazionale e una società di consulenza. Dovranno scovare, entro 4-6 mesi, nuovi soci per Alitalia. Lo faranno dopo aver incrociato i dati di ogni pretendente. Analizzato il "pedigree" sia sotto il profilo finanziario che sotto quello delle garanzie per il mercato italiano. Poi offriranno all'azionista di maggioranza, ovvero allo Stato italiano, la "rosa" di nomi da scegliere. La nomina dei due advisor con il conseguente avvio di una gara pubblica, trasparente ed aperta, è il percorso metodologico messo a punto dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Una proposta che, secondo quanto risulta a Il Messaggero, verrà esaminata e probabilmente approvata in tempi brevissimi dal presidente del Consiglio Romano Prodi, che su tutta la vicenda intende dare una forte accelerata.
La procedura. Per evitare veti politici incrociati e dare una impostazione pragmatica, il ministero dell'Economia ha proposto una procedura già usata nelle passate privatizzazioni. Una procedura neutra, che punta al sodo, inattaccabile. Che ha lo scopo di selezionare - sulla base delle indicazioni dell'azionista - i migliori candidati per Alitalia. E' evidente che il governo, Prodi e Bersani lo hanno fatto già capire, non intende svendere il mercato italiano o sacrificare i nostri scali principali. L'identikit del futuro acquirente ha per ora un solo tratto: deve garantire il sistema-Italia, consentirne lo sviluppo. Il ministro Bersani, proprio per questo, ha di fatto escluso Air France che proponeva una alleanza «non soddisfacente».
I tempi . Sarà Palazzo Chigi, probabilmente la prossima settimana o quella successiva, a dare il via libera alla procedura proposta da Padoa-Schioppa. Prodi, che segue da vicino la vicenda, ha in mano la situazione e vuole concludere in fretta. Non sarà necessario, salvo ripensamenti, un passaggio in consiglio dei ministri, ma di certo servirà una forte condivisione politica da parte della maggioranza. Poi spetterà al Tesoro indicare i nomi degli advisor che raccoglieranno in una "data room" tutte le proposte dei soggetti interessati. Proposte che dovranno indicare le sinergie industriali, le scelte strategiche, le opzioni su Fiumicino e Malpensa. Non è escluso che oltre alle compagnie si possano fare avanti anche soci industriali. L'obiettivo finale è comunque quello di chiudere il "dossier" entro 6 mesi.
Gli advisor in lizza . Sarà una banca dal profilo internazionale a decidere il destino della compagnia di bandiera. Un nome come Morgan Stanley, Rotschild, Merrill Lynch, Lehman Brothers o Csfb. Tutto da definire invece il ruolo di Deutsche bank, ad oggi l'advisor ufficiale nominato da Giancarlo Cimoli.
Per il ruolo di consulente industriale, potrebbe essere scelto un nome diverso da quello di McKinsey, che ha già firmato l'attuale piano industriale. Si parla di Bain o di Roland Berger. Dove quest'ultima ha già lavorato per Alitalia, suggerendo a Domenico Cempella l'alleanza con Klm. Allo stato nessuna scelta è stata fatta.
La cabina di regia. Vista la delicatezza dell'operazione, perchè per Alitalia si profila una privatizzazione, parziale o totale, o comunque una svolta radicale, sarà Palazzo Chigi a condurre la partita. Anche per questo Cimoli resterà al suo posto. Uno scossone al vertice non gioverebbe, anzi rischierebbe con il rallentare l'operazione.

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