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Fondi pubblici per 60 mila euro dirottati nel 2003 dall'ex presidente della finanziaria PESCARA. Un imprenditore aiuta gli investigatori della Guardia di Finanza e confessa: Giancarlo Masciarelli acquistò le tessere di Forza Italia con i soldi pubblici della Fira. Diecimila tessere, pagate 60 mila euro, sotto Natale del 2003, quando l'ex assessore, Vito Domenici - che secondo la procura fu lo sponsor di Masciarelli alla Fira - divenne leader potente di Forza Italia in Abruzzo. La Finanza aveva in mano, come prova del "regalo" a Forza Italia dell'ex presidente della Fira, arrestato esattamente un mese fa, il 27 ottobre, un file scoperto in una pen-drive. In quel file (pubblicato ieri dal Centro) erano elencate cifre riferite all'ex coordinatore regionale di Forza Italia, Vito Domenici. 45mila euro per una convention del deputato Sabatino Aracu; le spese per le visite a Pescara dell'ex ministro Scajola (15 mila euro) e dell'ex premier Berlusconi (5mila euro); per la campagna elettorale delle comunali del 2003 (45mila euro) e per la festa di Pace (15mila euro); e i 60mila euro per le tessere. Il file «appare chiaramente indirizzato all'allora rappresentante regionale di Forza Italia: "schema per Domenici consegnato a Natale 2003"», scrive il procuratore, Nicola Trifuoggi. Il riscontro che gli investigatori ritengono determinante è arrivato dall'interrogatorio di un imprenditore direttamente legato a questo filone dell'inchiesta Fira in cui la Finanza ha scoperto che fondi pubblici dei Docup sono stati dirottati non solo a società rappresentate da amici o parenti di Masciarelli ma anche ai partiti. Tutto ciò avveniva attraverso la Tecnos, società che istruiva le pratiche. Ma la Tecnos era dello stesso Masciarelli che ricopriva il duplice ruolo di controllore e controllato. L'imprenditore prezioso teste per gli investigatori, Francesco Rampolla e Alessandro Primavera, era il destinatario del Docup utilizzato dall'ex presidente Fira per acquistare le tessere di Forza Italia. |