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La manovra della Regione per risanare il deficit della Sanità ottiene il primo via libera dal gruppo dei Ds. Rischio illegittimità per gli aumenti
Pescara. - Non sarà facile raddoppiare Irap e Irpef, gliel'hanno detto ieri mattina gli esperti del bilancio all'assessore Giovanni D'Amico. Il rischio è che alla fine il governo impugni la legge per illegittimità, visto che il potere di imposizione fiscale delle Regioni è regolamentato dallo Stato e dilatare il range di Irap e Irpef mica si può fare così a proprio gusto. Ma è un rischio che il governo di centro-sinistra potrebbe voler correre lo stesso, in attesa magari dell'attuazione piena del federalismo fiscale. Nel frattempo metterebbe nelle casse un bel pò di milioni di euro, sia pure illegittimi, alla faccia dei cittadini e solo per risanare il buco della sanità. E ieri l'assessore se l'è presa coi sindacati. E' deluso, ha detto: «Dalle parti sociali e dai sindacati non mi attendevo certo un no preconcctto, ma l'indicazione di un percorso comune da portare avanti per uscire dall'impasse finanziario nel quale si trova la Regione». Tutta colpa del deficit sanitario, rincara l'assessore. «L'aumento nel bilancio regionale dello stanziamento a favore del fondo sanitario genererebbe una riduzione di risorse verso altri settori che andrebbe a vanificare il ruolo di stimolo che la Regione deve svolgere per sostenere i segnali di ripresa della nostra economia». Ecco quindi l'idea di destinare gli aumenti fiscali già applicati a giugno «all'azione di sviluppo». E cita precedenti illustri: «Questa indicazione politica non viene solo dall'Abruzzo. Ci sono regioni come l'Emilia Romagna e la Toscana, che pur avendo raggiunto una certa virtuosità nei conti della sanità pubblica, già dalla prossima finanziaria prevedono aumenti per Irpef e Irap necessari per finanziare politiche di sviluppo. Lo stesso discorso vale per la Liguria che lascia invariate le due aliquote ma ha previsto un aumento del 10 per cento del bollo. Allo stesso modo per il Lazio che nel 2007 ha già fissato le aliquote Irap e Irpef al massimo». Omette l'assessore che quelle regioni stanno però dentro la soglia del 5 per cento stabilita dallo Stato. E il gruppo regionale dei Ds ha dato il prima via libera: «Riteniamo indispensabile approvare il bilancio di previsione entro il 31 dicembre, parallelamente a un puntuale piano di risanamento del deficit sanitaria "L'obiettivo deve "essere quello di risanare e liberare risorse da investire nello sviluppo». Le tasse aumentano, ma aumentano anche le spese del consiglio regionale per la bellezza di quasi tre milioni di euro: a denunciarlo è il consigliere di An Alfredo Castiglione, che ne ha chiesto conto al presidente Marino Roselli che ha risposto soltanto a mezzo lettera qualche ora più tardi. In pratica rispetto al 2006 è previsto l'aumento di un milione e mezzo per la gestione del personale, 400 mila euro per attività connessa al controllo, 556 mila per attività di supporto alla rappresentanza, 600 mila per l'amministrazione generale. «D'Amico dice che vuole tagliare le spese ma le spese aumentano -si lamenta Castiglione - Ma se decideranno l'aumento delle tasse, state certi che faremo le barricate». Per Roselli però quegli aumenti sono giustificatissimi. Derivano da quelli previsti «dal contralto collettivo di lavoro e dal maggior numero di gruppi politici», anche se un milione e mezzo di euro sono davvero troppi; dalla nomina di due componenti della Corte dei Conti, e al previsto rinnovo di alcuni importanti contratti di fornitura dei Servizi. «Gli abruzzesi hanno il diritto di sapere quali sono le spese che il centrosinistra intende affrontare nel 2007 - torna all'attacco Castiglione - e per quanto riguarda il bilancio del consiglio le premesse sono alquanto inquietanti, perchè la spesa non è certamente ispirata ai principi di una gestione sana e trasparente, ma si può sicuramente parlare di una gestione scriteriata». |