Data: 30/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Un aiuto alla Sangritana per risarcire Toto. Impegno del ministero: subito un acconto poi il resto dei 14 milioni di euro

Lanciano. Si è aperta a Roma la strada della Sangritana per arrivare a una soluzione del lodo arbitrale che la vede soccombere per 14 milioni (più le spese) con la Toto spa Costruzioni. Nel corso di un incontro fra le parti al ministero dei trasporti è stato trovato il modo per mettere la più classica "pezza" a una condanna che altrimenti provocherebbe un autentico cratere nei conti della società regionale di trasporto condizionando di conseguenza investimenti e strategie.
L'impegno. Il sottosegretario Annunziata ha preso l'impegno per conto del governo di "scongelare" 5,9 milioni di euro in favore della Sangritana, somma che la società andrebbe subito a girare, una sorta di acconto, all'impresa Toto; successivamente il ministero ha paventato la possibilità di trasferire ulteriori finanziamenti alla società di trasporto attraverso una riprogrammazione dei fondi residui destinati anche ad altre regioni.
Uno sforzo notevole, comunque un'inversione di tendenza rispetto ai precedenti segnali che erano giunti da Roma alla luce del lodo arbitrale. Un'apertura che sia il presidente Sangritana Loredana Di Lorenzo (Margherita) sia l'assessore regionale ai trasporti Tommaso Ginoble (Margherita) valutano positivamente.
Le responsabilità. «La soluzione del lodo va nella direzione dell'assunzione di responsabilità da parte di chi aveva provocato il problema dal momento che la Sangritana all'epoca dei fatti era sotto la gestione governativa», si sbilancia l'assessore Ginoble riferendosi ai compartimenti ministeriali. Per mettere nero su bianco occorre che nei prossimi dieci giorni venga adottato lo strumento tecnico che sblocchi materialmente i 5,9 milioni promessi. «Per trovare il resto della somma ci vorrà un po' più di tempo ma la Toto spa, rappresentata nell'incontro da Alfonso Toto, si è mostrata disponibile alla pazienza», aggiunge l'assessore regionale.
«Per quel che mi riguarda, la Sangritana continuerà a percorrere tutte le vie legali possibili e quindi anche la strada del ricorso, per cercare di uscire nelle condizioni migliori da questo brutto colpo», riprende la presidente Loredana Di Lorenzo. All'esame del Cda sarà portato l'eventualità di contrarre anche un mutuo prima che il ministero richieda la riprogrammazione dei fondi residui tramite un accordo Stato-Regioni. «La condanna al momento ci vede soccombere, quindi si deve pagare e cercheremo di farlo nel modo meno traumatico per i conti della società», è il concetto che segue la presidente Sangritana.
Gli investimenti. D'altra parte per la società sono in ballo importanti obiettivi e investimenti. Agli industriali Loredana Di Lorenzo ha ribadito la volontà di puntare sul trasporto ferroviario delle merci e ripetuto gli impegni che vanno incontro alle esigenze delle fabbriche della Val di Sangro. A cominciare dal completamento della linea Torino di Sangro-Archi: 9 chilometri in tutto, per i quali serve 1 milione di euro.

Sullo sfondo c'è la Lanciano-San Vito
E' una storia di appalti, differenti modalità di esecuzione, ritardi quella che vede la Sangritana (circa 400 dipendenti, sede legale a Lanciano) condannata a pagare 14 milioni di euro alla Toto spa. Una somma che limiterebbe di parecchio l'operatività dell'azienda regionale di trasporto tenendo in considerazione che il bilancio di quest'ultima si aggira sui 35milioni.
Tutto inizia una decina di anni fa quando la Toto Costruzioni spa, sede amministrativa a Chieti e del gruppo di Carlo Toto (il maggiore azionista della società aerea AirOne), si aggiudica i lavori della linea ferroviaria Lanciano-San Vito (tutt'ora in corso di completamento).
Le opere vennero contestate e tra Sangritana e Toto nacque il contenzioso. Venne nominato il collegio arbitrale che aveva il compito di dirimere la controversia.
Si è aperto così il procedimento alternativo alla giurisdizione ordinaria che si è concluso con il lodo, una "condanna" in sede civile che può acquistare l'efficacia di una sentenza di primo grado. Ma contro il lodo la Sangritana ha annunciato ricorso.

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