Data: 09/03/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Berlusconi: giornale ormai simile all'Unità. La difesa di Prodi. Casini: dimostra che in Italia c'è libertà L'editoriale del «Corriere» divide i poli

ROMA - Il tempo di leggere l'editoriale del Corriere della Sera e subito si scatenano le reazioni politiche. Tutti, da destra e da sinistra, a commentare il fondo di Paolo Mieli a sostegno dell'Unione in vista delle prossime Politiche. Con tanti giudizi differenti tra loro, anche all'interno dei due schieramenti che si affronteranno il 9 e 10 aprile. Critiche dure da Silvio Berlusconi e da gran parte della Casa delle Libertà, applausi da Romano Prodi e dai diversi partiti del centrosinistra. IL POLO - Il presidente del Consiglio si esprime a tarda sera, ospite di Porta a Porta : «Il Corriere è un giornale che supporta la sinistra. I suoi lettori sapevano già di leggere qualcosa vicina all' Unità . Ciò che ha scritto Mieli dimostra che la sinistra ha conquistato un altro pezzo della società». E dal partito di Berlusconi, Gregorio Fontana arriva anche a chiedere il boicottaggio del giornale: «Mieli fa chiarezza, ma a questo punto, come è legittima la sua scelta, altrettanto sarà quella di migliaia di iscritti di Forza Italia che lasceranno il Corriere nelle edicole». Duro anche il leghista Roberto Calderoli: «L'intervento di Mieli è come un fallo a gamba tesa sulla caviglia dell'arbitro che è il popolo. Non compro più il Corriere ». Mentre il presidente di An, Gianfranco Fini, per le distinzioni operate nell'editoriale tra Berlusconi e gli altri leader della Cdl, parla di «smaccato tentativo di seminare zizzania» nel centrodestra: «Ma noi non abboccheremo all'amo». Altri esponenti di An dicono cose diverse. Per Adolfo Urso «Mieli ha fatto bene a dire come voterà. Anzi, sarebbe opportuno che anche gli altri direttori facessero altrettanto». E Ignazio La Russa sottolinea il fatto che «in Italia c'è libertà di stampa» contestando a Prodi «il tentativo di tirare Mieli per la giacchetta». L'UNIONE - Di fronte alle critiche della Cdl interviene il segretario dei Ds Piero Fassino: «Voglio esprimere la mia solidarietà al direttore del Corriere , attaccato brutalmente dalla destra per il suo editoriale». «È il colmo», ribatte il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi. Ma dall'Unione arrivano altri commenti positivi. Prima di tutto quello del suo leader Romano Prodi: «Il fondo del Corsera ha ragione sui fatti concreti: ritiene che l'unica opzione positiva sia la vittoria del centrosinistra. E che il bipolarismo sia lo schema che può portare l'Italia fuori della crisi». «Mieli - concorda Massimo D'Alema - riconosce che l'unica prospettiva di governo in campo è quella dell'Unione». Per il leader della Margherita, Francesco Rutelli, il direttore del Corriere esprime «una presa di posizione trasparente e convincente, dimostrando che c'è una parte significativa della borghesia del nostro Paese che ritiene necessaria una stabilità di governo». Fausto Bertinotti loda Mieli perché ha compiuto una scelta «di trasparenza democratica fornendo garanzie per tutti non mistificando la realtà». E invita i direttori degli altri giornali a schierarsi. Oliviero Diliberto (Pdci), pensando a Berlusconi, nota che «gli sarà difficile dire che Mieli e il suo giornale sono comunisti». E il socialista Enrico Boselli parla di «scelta normale in un Paese democratico». La repubblicana Luciana Sbarbati è contenta a metà: «Poteva citare anche noi». Lo stesso dice Clemente Mastella: «Mi dispiace che Mieli si dimentichi dell'Udeur. Ha altre idee per la testa, magari quella del partito democratico». E Daniele Capezzone (Rosa nel Pugno) definisce le polemiche della Cdl «povere e provinciali». I CENTRISTI - Si differenziano nel centrodestra i commenti dell'Udc. Sottolinea Pier Ferdinando Casini: «È la dimostrazione che in Italia c'è ancora libertà». Anche se, aggiunge, «non faccio salti di gioia se Mieli parla bene di me». E avverte: «Già una volta, in occasione del referendum sulla fecondazione assistita, il Corriere si è schierato e ha perso». All'interno dell'Udc si esprimono in tanti. Il segretario Lorenzo Cesa: «Indicando noi e An ha fatto il gioco di Berlusconi». Marco Follini: «Prodi accontenta sia Prodi che Berlusconi». Bruno Tabacci: «Il nostro problema è convincere gli elettori, non il direttore del Corriere ». Francesco D'Onofrio: «Bravo Mieli, ora decidano le urne». Mentre il sito del partito centrista propone un sondaggio sulla posizione assunta da Mieli. LA STAMPA - Tra i giornalisti molto duro è Paolo Guzzanti (Forza Italia): «Si è declassato il Corriere a gadget elettorale». E ironico il direttore di Libero Vittorio Feltri, che lancia la sfida: «Mi auguro che qualche lettore infastidito decida di comprare il nostro giornale». Arrivano invece i complimenti del direttore del Sole 24 Ore Ferruccio de Bortoli: «Un editoriale chiaro, netto e coraggioso». E il presidente della Rcs MediaGroup, Piergaetano Marchetti, commenta: «I contenuti e le opinioni del Corriere , come di tutta la stampa libera, sono espressi in piena autonomia dalla direzione che se ne assume la responsabilità verso i lettori».

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