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Genova. Il governo allunga la vita a Tirrenia presentando un emendamento in Finanziaria per posticipare la fine della convenzione con lo Stato al 2012. La prima conseguenza è che la privatizzazione, prevista con la fine della convenzione al 31 dicembre 2008, slitta di quattro anni. È la svolta che da lungo tempo caldeggiavano i sindacati e l'ad del gruppo, Franco Pecorini, e che il governo stentava a imboccare per il timore di incorrere in un cartellino rosso da parte della Ue. «Difficile che si arrivi al 2012, l'Europa non ce lo lascerebbbe fare», aveva dichiarato al Secolo XIX lo scorso 20 novembre il ministro Alessandro Bianchi. Nei giorni seguenti le proteste dei lavoratori, con i dipendenti incatenati alle biglietterie del terminal traghetti di Genova e i sit in di fronte alla prefettura di Napoli. «Proteste vechie che non aiutano a risolvere i problemi», aveva dichiarato il presidente dell'associazione degli armatori privati, Nicola Coccia. E però forse a qualcosa sono servite se l'esecutivo si è ora convinto per la proroga sino al 2012. L'emendamento del governo recepisce di fatto le indicazioni contenute in un altro emendamento precedentemente presentato dal senatore ds Graziano Mazzarello, e che la Commissione Bilancio aveva già valutato positivamente. L'approvazione del Parlamento non sembra essere un problema: altri sono gli ostacoli che il governo deve superare. Il primo rischio è una bocciatura da parte dell'Unione europea, che chiede la fine delle sovvenzioni pubbliche in questo settore: Tirrenia avrà dallo Stato un po' meno di 200 milioni di euro nel 2007, lo stesso l'anno dopo. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi si era detto favorevole a una proroga più breve rispetto al 2012, sostenendo che l'Europa avrebbe fatto le pulci al governo già a partire dal gennaio 2009, visto la scadenza della convenzione nel 2008. Dichiarazioni analoghe erano state rilasciate dal viceministro Cesare De Piccoli, che ora spiega: «Saremo probabilmente chiamati dalla Ue per un chiarimento, e forniremo tutti gli elementi di valutazione per chiedere di avere maggior tempo per la privatizzazione della compagnia». Il governo punta a convincere l'Europa con la stessa tesi sostenuta dall'ad Franco Pecorini, al timone della compagnia da 22 anni: privatizzare nel 2008 vuol dire svendere, con la proroga al 2012 si arriverà invece a vendere un'azienda in salute. Soddisfatti i sindacati, anche se per ora procedono con i piedi di piombo: nulla è stato deciso riguardo un'eventuale revoca dello sciopero fissato per il prossimo 7 dicembre, anche se riunioni in proposito sono già previste per la prossima settimana. Negli uffici della Filt Cgil sottolineano comunque che, la firma del governo sull'emendamento, è già una garanzia. «L'emendamento inoltre - spiega Enrico Ascheri, Filt Cgil - lascia una porta aperta per arrivare eventualmente al 2014, e questo per noi è una buona cosa».
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