Data: 03/12/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sulmona. Un mistero intorno alle "Autolinee Schiappa" Voci insistenti parlano di una cessione della società agevolata dal disimpegno dell'Arpa

SULMONA - Ma che cosa sta succedendo alla società "Autolinee Schiappa", la storica autolinea che ebbe un ruolo fondamentale nel primissimo dopoguerra quando costituiva l'unico collegamento tra la Conca di Sulmona e il suo hinterland e Roma? Le notizie di cessione ad altre società da parte dell'Arpa, l'azienda pubblica della Regione Abruzzo, si fanno ogni giorno più preoccupanti e ieri Francesco Di Nisio, coordinatore del Patto Segni, ha tenuto una conferenza stampa dove, anche lui avventurandosi dentro una selva di "si dice" e "sembrerebbe", ha alla fine chiamato in causa il presidente della Regione Ottaviano Del Turco per ricordargli alcune sue dichiarazioni, fatte a Corfinio, sull'ala protettiva che aveva detto di voler spiegare su quest'area in crisi. Alla luce di questa, sicuramente immutata disponibilità, Francesco Di Nisio chiede al governatore «di far in modo che l'Arpa resti il maggior azionista della società Schiappa in modo da fungere da garante per il servizio di trasporto pubblico peligno verso la capitale, di intervenire affinchè la sede della società Schiappa resti nel territorio peligno, di sollecitare l'implementazione delle corse per Roma per i giovani studenti e i lavoratori e di sollecitare l'aumento del numero delle corse nei giorni festivi al fine di agevolare il flusso turistico verso la regione dei Parchi».
Un aspetto è preoccupante: il silenzio dell'Arpa su questo argomento e la mancata presenza della stessa ad una serie di incontri importanti. E ancora si chiede: è vero o no che la società Schiappa, detenuta dall'Arpa per la quasi totalità (96%), sarebbe stata ceduta come ricapitalizzazione ad un'altra società partecipata per un milione e 700 mila euro a fronte di un parchi macchine di circa 17 unità? C'è stato un consenso preventivo della Giunta regionale a questi movimenti di capitali e di società?
Francesco Di Nisio ha anche annunciato che richiederà a trenta sindaci del comprensorio una presa di posizione sul problema. Il Comune di Scanno ha già preso posizione; quello di Sulmona, che dovrebbe essere il maggior interessato, non ha ancora proferito parola. Non sarebbe il caso di affrontare questo problema con energia e con l'autorevolezza che il Comune di Sulmona giustamente detiene? Auguriamoci che non si verifichi quanto paventato e che cioè qualcuno sfili anche questo servizio da quest'area e, soprattutto, che tutto avvenga nell'indifferenza o nella ignoranza generale del fatto.

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