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In attesa delle modalità dell'operazione, i possibili pretendenti italiani studiano il dossier. E sono pronti a porre condizioni
MILANO - Ora che il Governo ha deciso di cedere il controllo di Alitalia e ha fatto capire che vuole che resti italiana almeno quattro soggetti si apprestano ad uscire dalle quinte. Quelli che, sotto traccia ma neanche tanto, hanno lavorato nelle ultime settimane al dossier. Ieri anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti da Bruxelles ha ribadito il concetto: «La possibilità di mantenere un asse nazionale è la conclusione che dobbiamo aspettarci per il rilancio di Alitalia». Ed eccoli allora, gli italiani. In prima fila l'imprenditore abruzzese Carlo Toto, patron di Air One che conta sull'appoggio finanziario di Intesa. Ma anche Management & Ca pitali, il fondo salva imprese di Carlo De Benedetti, Diego della Valle e Nerio Alessandri (Technogym). Oltre a Mediobanca che starebbe sondando molti clienti, alcuni dei quali anche soci di piazzetta Cuccia, per mettere in piedi una cordata. E il fondo Clessidra di Claudio Sposito. Più defilato viene invece dato Roberto Colaninno che di solito si muove da solo. E che riterrebbe la missione Alitalia troppo costosa: ai prezzi di Borsa di venerdì il 25% della compagnia costerebbe 325 milioni, il 30% quasi 400 milioni. La candidata numero uno sarebbe dunque la Air One di Toto, imprenditore vicino ai Ds, che farebbe leva sull'appoggio finanziario di Banca Intesa. Pur senza aver dato alcun mandato formale alla banca milanese, già da qualche settimana Toto e l'istituto sarebbero al lavoro per valutazioni preliminari ad una eventuale uscita allo scoperto della compagnia abruzzese. Dalle prime analisi Toto - Air one è partner della tedesca Lufthansa - avrebbe riscontrato che dalle nozze con Alitalia scaturirebbero sinergie significative. Air One vorrebbe coinvolgere nella partita anche Lufthansa. Tuttavia se Alitalia uscisse dall'alleanza Sky Team con Air France-Klm dovrebbe pagare una penale di 200 milioni. Toto inoltre, secondo quanto risulta a Il Messaggero, sarebbe intenzionato a chiedere la maggioranza di Alitalia. Lo Stato ha annunciato di voler cedere ai privati il 25-30% di Alitalia della quale oggi ha in mano il 49,9%. Ma lo schema di vendita, secondo molti, non sarebbe ancora definitivo. Resta il fatto che l'imprenditore abruzzese potrebbe anche chiedere una quota rilevante nell'ambito di una eventuale integrazione tra Alitalia e Air One. Ne nascerebbe una compagnia che coprirebbe l'80% del mercato italiano. Toto ha dalla sua anche le dichiarazioni del numero uno dell'Antitrust, Antonio Catricalà. Il quale ha ricordato che «se ci fosse un'esigenza politica superiore di superare» i tetti Antitrust per un'alleanza tutta italiana la legge consente una deroga, con «un programma del Governo concordato con l'Authority». Quanto agli altri pretendenti Mediobanca vorrebbe muoversi in cordata e anche il fondo Clessidra (alleato forte di Romiti dentro Gemina, socio di riferimento di Adr) punterebbe a scendere in campo insieme ad altri soggetti, anche industriali. Diversa la situazione di Management & Capitali che avrebbe effettuato studi e sarebbe pronta ad entrare in una eventuale data room. Nella compagine del fondo di De Benedetti ci sono soci di peso: Goldman Sachs, Cerberus, Schroders. E la Sopaf di Ruggero e Aldo Magnoni. Il primo di loro è anche il capo indiscusso della Lehman Brothers, advisor storico di Colaninno. Che, come detto, non ha manifestato molta convinzione a mettersi sulla rotta di Alitalia. Il costo del personale - i dipendenti della compagnia, tra Az-Fly e Az-Service, sono 20.575 - è tuttavia un nodo che starebbe mettendo in guardia più o meno tutti gli eventuali interessati. Che stimano una percentuale del 30% di oneri eccessivi. Su questo punto, però, il Governo è stato chiaro. Precisando che la scelta del partner non sarà legata solo ai contenuti economici dell'offerta. Peseranno anche le valutazioni sul piano industriale e quelle sui profili sociali. Tra i quali, ovviamente, i livelli occupazionali. Il Tesoro intanto nelle ultime ore ha preannunciato l'invio di una lettera ad un gran numero di merchant bank, italiane ed estere. Missiva nella quale chiederà le credenziali per avere il mandato di advisor e indicherà la struttura dell'operazione. |