«Fs, conti in pareggio in tre anni» Certo l'aumento delle tariffe, forse il taglio di stazioni e biglietterie E l'obiettivo del piano industriale. Sospeso il giudizio dei sindacati, ma il Codacons lo boccia |
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ROMA L'obiettivo è ambizioso ma obbligato: colmare in tre anni il "buco" di 2 miliardi del gruppo (1,7 miliardi addebitabile esclusivamente a Trenitalia). E, se possibile, riportare i conti in pareggio. Innocenzo Cipolletta e Mauro Moretti, presidente e amministratore delegato delle Ferrovie, stanno mettendo a punto il loro piano industriale, hanno appena avviato il confronto con i sindacati, si rivedranno il 18 dicembre. Però intanto il progetto di risanamento e rilancio sta prendendo corpo sulla base di due pilastri importanti: ritocco delle tariffe (ferme da sei anni) che dovrebbe portare risorse fresche e, contemporaneamente, riduzione dei costi. Le tariffe dovrebbero salire da gennaio in una griglia fissata tra il 3 e il 12%. Secondo Moretti «nel 2007, tra aumenti tariffari, taglio agli sprechi ed economia in ripresa, saranno recuperati tra i 400 e i 450 milioni. Si potrà raggiungere la parità nel settore passeggeri, non in quello delle merci». Quella di Cipolletta e Moretti è una cornice di piano (2007-2011), ma all'interno si possono già intravedere alcuni linee: non ci dovrebbero essere esuberi, cioè l'organico delle Ferrovie dovrebbe restare quello attuale, circa 97.000 unità. Ma potrebbe essere ridotto il numero delle stazioni e delle biglietterie. Un taglio che dovrebbe essere compensato da un incremento dell'apporto tecnologico. Una nuova organizzazione che, tra l'altro, dovrebbe mandare in archivio il Vacma (sistema automatico di sorveglianza) ed arrivare ad un solo macchinista alla guida dei convogli anzichè gli attuali due. Un assetto che sarà adottato nella maggior parte delle tratte. Oggi nel trasporto regionale è già previsto un solo macchinista, ma coadiuvato da un capotreno. Un obiettivo che comunque non sembra facilmente perseguibile perchè i sindacati già in passato hanno respinto questa impostazione che farebbe scendere, a loro giudizio, i livelli di sicurezza. Gli stessi sindacati aspettano adesso di verificare nei dettagli il nuovo piano industriale che, ovviamente, dipenderà anche dalle risorse che verranno immesse in Finanziaria. Giudizio sospeso, quindi, dalle organizzazioni confederali e giudizio sospeso da parte dell'Orsa. Dice il leader, Armando Romeo: «Le linee del piano sono insufficienti perchè mancano azioni imprenditoriali e di diversificazione. Le Fs hanno la rete commerciale più diffusa rispetto a qualunque altra azienda con stazioni in tutte le città, chiudere le biglietterie sarebbe un errore». Anche il Codacons «boccia senza appelli» il nuovo piano industriale delle Ferrovie. E annuncia che ricorrerà al Tar contro «qualsiasi aumento delle tariffe». Il piano, secondo il Codacons «porterà svantaggi generalizzati agli utenti, non solo attraverso un aumento del prezzo dei biglietti, ma anche con la chiusura di biglietterie e stazioni».
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