Data: 07/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Stop dei giudici alla fusione Autostrade-Abertis. Bloccata l'intesa con gli spagnoli e confermata la diffida dell'Anas al Gruppo a non deliberare il versamento agli azionisti di ben 2,1 miliardi

Il Tar proibisce anche di concedere il superdividendo. Di Pietro: è finita la cuccagna

ROMA. Doccia fredda del Tar sulle speranze di Autostrade di poter concludere la fusione con la spagnola Abertis nei tempi previsti. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso con cui le due società chiedevano un intervento urgente, in via cautelare, per superare il braccio di ferro con il governo. «Non persuade» i giudici la tesi delle società secondo cui il governo non avrebbe un potere di autorizzazione.
E il no del governo, dicono giudici del Tar, non appare in contrasto con le regole europee sulla libera circolazione dei capitali. Il Tar ha rigettato anche la richiesta di sospensiva delle diffida dell'Anas a non distribuire il dividendo straordinario di 3,75 euro, una componente del rapporto di cambio con Abertis, quindi passaggio necessario per la fusione. Al momento il termine fissato dalle due società per chiudere l'operazione resta fermo al 31 dicembre. Tempi ormai strettissimi. Forse troppo per aspettare il giudizio di merito del Tar. Troppo anche per attendere gli esiti della procedura di infrazione avviata dalla Commissario europeo McCreevy, perché il governo ha tempo fino a metà gennaio per rispondere alle osservazioni della Commissione.
Autostrade deve decidere se andare avanti e se arrivare a una azione contro il governo per chiedere un risarcimento danni. Temi che verranno affrontati oggi in una riunione straordinaria del Cda, presieduto da Gian Maria Gros-Pietro, e il 13 dicembre nell'assemblea degli azionisti. All'ordine del giorno c'è l'approvazione del dividendo straordinario, ma sarà anche l'occasione per decidere il futuro dell'operazione. «Sono giorni importanti», conferma l'a.d. Giovanni Castellucci. E Di Pietro, forte anche del pronunciamento del Tar, non fa passi indietro. «E finita la cuccagna», dice riferendosi alle concessionarie autostradali, e alle nuove regole inserite nella riforma varata dal governo e considerate dalle società anche un ostacolo alla fusione. Un testo che per il ministro «è inemendabile». E dopo le sentenze del Tar, commenta: «Quando si accende un cerino, come in questo caso rivolgendosi ai giudici per trovare impossibili, inutili, scorciatoie, il rischio è che ti resta in mano. Invito Autostrade a prendere atto che c'è una legge che non ha modificato le regole, ma ha previsto maggiore trasparenza». Il presidente Anas, Ciucci, accoglie con «ampia soddisfazione» le decisioni del Tar.

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