Data: 07/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Regione Abruzzo. La maggioranza scivola sulle tasse. L'Unione non vota compatta Slitta la legge su Irap e Irpef

L'agenzia di rating Standard & Poor's declassa l'Abruzzo ma promuove il piano di rientro dai debiti della sanità

L'AQUILA. «È una vittoria di Pirro. L'unico effetto di questo voto sarà quello di rovinare il weekend a tutti i consiglieri». Con la leva lughissima del suo braccio Gianni Melilla traccia in aria un semicerchio cercando di smorzare la tensione dopo una seduta incandescente.
Il presidente del Consiglio regionale Marino Roselli ha appena comunicato il risultato del voto per l'inserimento all'ordine del giorno della legge che aumenta Irap e Irpef per il 2007: 19 sì, due astenuti. Non c'è la maggioranza di metà più uno e dunque la norma dovrà essere ripresentata nel consiglio già convocato per sabato alle 11.
Gongolano i consiglieri d'opposizione. Musi lunghi nel centro sinistra. La segretaria dei Ds Stefania Misticoni, arrivata in aula in ritardo a giochi ormai chiusi, discute animatamente con i suoi, mentre Ottaviano Del Turco scuotendo la testa si avvicina ai consiglieri Antonio Verini (Margherita) Alfonso Mascitelli (Idv). Le astensioni portano la loro firma. «Si sono sbagliati», li giustifica Melilla, «pensavano che la maggioranza semplice bastasse a votare l'inserimento della legge all'ordine del giorno».
Verini però difende la sua linea. Non voleva partecipare alla seduta e aveva spedito una lettera nella quale motivava la contrarietà all'aumento delle tasse. Poi lo avevano convito ad andare perché le assenze nella maggioranza facevano temere per il numero legale: vieni, fai numero e poi vota come vuoi. Questo era l'accordo: «Sono stato coerente», dice adesso Verini, «non potevo votare l'inserimento di una legge che considero sbagliata. C'è il rischio di tornare al voto? Magari. Io non ho paura di confrontarmi con i miei elettori. È qualcun altro che deve preoccuparsi».
Eppure la giornata era iniziata nel migliore dei modi per l'Unione. Il "metodo Roselli" aveva funzionato in commissione, dove la legge Irap-Irpef doveva essere approvata prima di approdare in aula. Per sterilizzare i 100 emendamenti dell'opposizione Roselli aveva imposto il contingentamento dei tempi: alle 13 si vota, aveva detto. E alle 13 la legge era passata tra le proteste veementi della minoranza.
«In Consiglio è calpestata la libertà dei consiglieri di svolgere il proprio mandato. Siamo alla violazione più evidente delle prerogative dei rappresentanti del popolo abruzzese», tuona in aula il capogruppo di An Alfredo Castiglione. «Vengono aumentate le tasse senza dire come saranno impiegati i soldi», grida il forzista Paolo Tancredi. «La maggioranza continua ad andare avanti a colpi di mano», si lamenta Fabrizio Di Stefano (An), mentre l'Udc Mario Amicone promette di portare i contribuenti abruzzesi in piazza.
«Ma non siamo dei nuovi Dracula», si difende Camillo D'Alessandro (Margherita), «nessuno vuole aumentera le tasse a cuor leggero, ma siamo di fronte a una crescita del debito che è di 9 volte in cinque anni; dal 2001 al 2005 siamo passati da 330 a 2792 milioni».
Sono le cifre che l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico sventola in aula alla volta dei banchi d'opposizione: «Questi sono i debiti che avete lasciato agli abruzzesi. Ora tocca a noi riportare la regione in una condizione di gestibilità».
Ma proprio in serata arriva una nuova cattiva notizia per D'Amico e Del Turco. L'agenzia di rating Standard Poor's ha declassato l'Abruzzo da A ad A-, con prospettiva però stabile. L'agenzia spiega il declassamento, dunque la minore affidabilità della Regione sui mercati finanziari, con la «difficoltà di lettura di alcune voci del bilancio regionale, risalenti ad anni passati». Per l'egenzia pesa anche negativamente l'affidamento alla Fira di «competenze fondamentali di decisione strategica e di controllo». Standard & Poor's valuta comunque positivamente il piano di rientro dal debito della sanità per il quadriennio 2006-2009 predisposto dalla giunta Del Turco, sul quale l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca, commentando la notizia, ha invitato tutti a impegnarsi.

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