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Il consigliere comunale e il fratello si ritengono diffamati da un volantino
NON si rassegna il fronte del no alla filovia sulla strada parco. Mentre va avanti la procedura susseguente all'appalto già assegnato dalla Gtm (Gestione Trasporti Metropolitani), l'associazione che prende il nome dall'arteria realizzata sull'ex tracciato ferroviario continua nella sua azione di protesta e se la prende con il sindaco D'Alfonso e con il governatore Del Turco che non avrebbero tenuto fede ad alcune dichiarazioni o promesse fatte da un anno a questa parte contro la realizzazone dell'impianto filoviario. Così nella mattinata di domenica 17 dicembre ci sarà una manifestazione per dire no alla filovia. Verrà riprodotto in scala reale il mezzo che dovrebbe circolare sulla strada parco. Il raduno dinanzi all'ingresso di Villa Sabucchi è previsto alle 10,30, poi il corteo percorrerà via Battisti e corso Umberto, fino a piazza Salotto dove ci sarà un sit-in. In un volantino distribuito in città l'associazione "Strada parco" ribadisce le ragioni del no alla filovia: dividerebbe nuovamente in due Pescara e Mntesilvano come quando c'era la ferrovia; il mezzo che verrà utilizzato, così come resentato dalla sociertà italo-inglese che si è aggiudicata l'appalto, è lungo oltre 18 metri e quindi inconciliabile con il traffico ordinario con cui necessariamente verrà a interferire. E ancora: una spesa di 31 milioni di euro per "soli" cinque chilmetri tra Pescara e Montesilvano. Ovviamente la pensano in maniera nettamente opposta quanti vedono nella filovia un nuovo sistema di trasporto rapido di massa e non inquinanete da estendere nell'area metropolitana sino a Francavilla e poi verso Chieti Scalo. Ma il vero problema è repparesentato dal fatto che, ad appalto già espletato e assegnato, è difficile tornare indietro salvo un contenzioso giudiziario che si risolverebbe in termini molto onerosi a carico di coloro che si azzardassero a bloccare l'esecuzione dei lavori. Comprensibile quindi la prudenza della stessa Regione. Intanto il consigliere provinciale Aurelio Giammorretti, presidente dell'associazione "Proposta Popolare" scrive al ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi, per sottoporgli il caso e invitarlo in sostanza a bloccare il finanziamento di 31 milioni di euro (magari da destinare all'acquisto di mezzi ecologici di altro tipo) e l'appalto. Un'altra lettera Giammorretti ha inviato ai parlamentari Acerbo, Costantini, D'Ambrosio e Fasciani perchè sollecitino il ministro a dare una risposta in tempi brevi. |