Data: 11/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Enti regionali, scure su stipendi e consulenze. Ricchi all'Arpa e Aca. I più poveri nelle Ater

Santroni (Prc): sprechi e servizi inefficenti sono un doppio danno per i cittadini. Forza Italia ora chiede una riforma più dura Pagano: «I carrozzoni regionali devono essere chiusi subito»

PESCARA. No alla demagogia contro gli enti pubblici ma stipendi, sperperi e costosissime consulenze esterne vanno fermate. E' il nocciolo dell'iniziativa della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale che ha deciso di tagliare poltrone e compensi negli enti e società regionali.
Si tratterà di riduzioni drastiche, e non solo dei Consigli di amministrazione, ma di tutto ciò che ruota attorno agli Enti. Un solo esempio: l'Ato (Azienda territoriale ottimale, che si occupa della gestione delle risorse idriche) di Pescara per consiglio di amministrazione e presidente nel 2003 ha speso 149 mila 802 euro; ma lo stesso Cda ha deliberato spese per consulenze per oltre 700 mila euro.
«Sono cifre che mostrano come era necessario intervenire in modo drastico», fa presente Daniela Santroni capogruppo di Rifondazione che ha votato l'emendamento presentato in Consiglio regionale sabato scorso dai consiglieri: Antonio Boschetti, Stefania Misticoni, e Antonella Bosco sulla riforma degli enti strumentali della regione, dei consorzi e degli altri enti partecipati. Riforma annunciata dal presidente della giunta Ottaviano Del Turco
Gli enti strumentali cambieranno ad iniziare dal numero dei componenti del Cda: non più di tre consiglieri; mentre gli stipendi dei dirigenti non potranno essere superiori all'80% degli attuali compensi.
La riforma prevede anche l'azzeramento dei consigli di amministrazione in carica che decadono al momento dell'entrata in vigore della nuova legge. I nuovi componenti verranno nominati entro 45 giorni.
Il monitoraggio di enti e compensi per il presidente Del Turco dovrà tenersi entro 90 giorni, subito dopo partirà la riforma. «Abbiamo un mese di tempo per dare un messaggio agli abruzzesi e tre mesi per cambiare», ha osservato Del Turco durante i lavori del Consiglio.
Altra questione, si fa presente dalla Regione, è il «non cadere nella demagogia». Lo ripete la stessa Santroni che cita Mimmo Srour assessore ai lavori pubblici, settore a cui fanno riferimento Ato (risorse idriche) e Ater (case popolari).
«Se tagliamo Cda e compensi non per questo abbiamo risolto il problema della dispersione idrica dalle reti colabrodo», osserva la capogruppo di Rifondazione.
Il nodo rimane la qualità dei servizi che vengono offerti ai cittadini che spesso sono considerati insoddisfacenti e costosi. «Il centrosinistra da tempo sostiene che gli enti strumentali non solo costano ma erogano servizi che funzionano male», insiste la Santroni, «con questa riforma puntiamo sia a limitare le spese ma anche a garantire efficenza, costi più bassi per gli utenti e per la Regione. Quando si chiede un sacrificio alla popolazione abruzzese, come l'aumento delle tasse, non si può non mettere in atto, prioritariamente, tutti gli stumenti necessari per razionalizzare le spese della politica e degli enti regionali».
L'iniziativa del centrosinistra piace, con qualche riserva, anche a Forza Italia che va oltre e chiede non solo tagli e riforme ma «la soppressione di molti enti», che il capogruppo Nazario Pagano indica come «carrozzoni». «Questa riforma degli enti strumentali è solo un inizio ma non è la riforma che ci attendevamo», dice Pagano, «noi siamo per togliere i carrozzoni che vanno del tutto eliminati, ad esempio, la società che gestisce il centro agroalimentare, "La valle della Pescara"; così come vanno eliminati gli istituti case popolari, ossia le Ater con tutti i consigli di amministrazione; vanno ridotte dastricamente le Ato e le loro società di gestione, e i consorzi industriali. E' positivo che si siano posti dei limiti ma non basta ridurre. Siamo anche per la soppressione».

Ricchi all'Arpa e Aca i più poveri nelle Ater

PESCARA. I più poveri, si fa per dire, sono i componenti dei consigli d'amministrazione delle Ater, le aziene sorte sulle ceneri degli Iacp e incaricati di gestire l'edilizia popolare: poco oltre i mille euro netti al mese. Il più fortunato é invece il direttore generale dell'Arssa, che per promuovere lo sviluppo agricolo si porta a casa ogni mese circa 4 mila 500 euro. Ecco la forbice all'interno della quale si articolano le indennità dei titolari di cariche negli enti strumentali della Regione e nelle aziende partecipate. Una regola che tuttavia trova ampie eccezioni nelle società per azioni, che in quanto tali hanno la possibilità di sottoscrivere contratti di natura privata, anche se agganciati a criteri precisi.
Nelle società per azioni di rilevanza regionale a fare da riferimento è l'indennità dei componenti dell'Emiciclo. E' il caso delle tre aziende pubbliche dei trasporti (Arpa, Sangritana e Gtm), che per i loro amministratori pagano somme che coprono il 25 per cento delle buste paga dei consiglieri regionali (come per il cda della Gtm) fino al 60 per cento per i presidenti di Arpa e Sangritana. Nelle aziende di natura locale invece gli stipendi si legano a quelli delle giunte comunali della città principale del comprensorio. Così fra gli enti d'ambito, le autorità proprietarie della risorsa idrica, il presidente della struttura di Sulmona viene pagato con circa 2 mila 800 euro mensili, mentre a Pescara la somma arriva a 5 mila 800 euro. Cifre del tutto simili a quelle degli amministratori delle società di gestione degli acquedotti. A Pescara, dove opera l'Aca, il presidente incassa lo stipendio del sindaco del capoluogo (5 mila 800 euro), il suo vice circa 3 mila 800 ed ogni componente del cda si porta a casa circa 2 mila 700 euro al mese


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