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Il neo presidente e l'ex direttore condividono in Commissione l'utilità della metropolitana leggera: «E' l'asse portante per il sistema del traffico» PESCARA. «Condivido pienamente quanto detto dall'ingegner Tonelli, ma lo condividevo anche prima di assumere questo incarico». Donato Renzetti, sindaco diessino di Spoltore e neo presidente della Gtm, sgombra il campo dagli equivoci. Anche sotto la sua guida, la società di trasporto pubblico controllata dalla Regione non farà marcia indietro sul progetto della filovia. Si va avanti con l'appalto da 31 milioni di euro aggiudicato dalla Balfour Beatty Italia. Ed è singolare che l'affermazione di Donato Renzetti arrivi al termine della lunga audizione dell'ex direttore generale della Gtm, Tullio Tonelli (oggi consulente del sindaco) davanti alla commissione Sanità del Comune. L'ingegnere esperto in Mobilità e trasporti pubblici, fu silurato un mese fa dalla Regione nel segno dello spoil system, così come l'ex presidente della Gtm Ricardo Chiavaroli che era stato collocato lì da Forza Italia. Ma chi si aspettava un mutamento di pelle anche sulla questione più scottante, quella del destino della strada parco, è rimasto deluso. Renzetti lo dice chiaramente quando Tonelli, rimasto in piedi per circa un'ora accanto ad uno schermo per le diapositive, ha finito di ullustrare le caratteristiche e i «vantaggi» della metropolitana leggera di superficie: «Non c'è discontinuità con la vecchia gestione. La filovia è l'asse portante attorno a cui può ruotare il sistema della mobilità. Certo», precisa il presidente della Gtm, «se dovesse essere solo questione di quel tratto (i cinque chilometri che dividono Pescara e Montesilvano ndr), non produrrebbe l'effetto desiderto». Ed ecco, allora, l'altro impegno assunto davanti ai commissari della commissione Sanità presieduta da Glauco Torlontano: «La Gtm è impegnata a completare i restanti quattro lotti, ma capite bene che non dipende solo dalla nostra volontà». Una sollecitazione rivolta alla Regione e al Governo. Anche perché un minuto prima Tonelli aveva parlato proprio di questo: «Le risorse per gli altri quattro lotti, 56 milioni di euro, sono state impegnate». Come dire, ora si tratta solo di spenderli. Ecco perché a detta dell'ex direttore generale della Gtm è «errato parlare di filovia Pescara-Montesilvano. Non era questo l'obiettivo di chi, quattordici anni fa, finanziò il progetto». Infatti, il tracciato originario si snodava su un percorso molto più lungo che avrebbe dovuto collegare i territori di tre province sul percorso: Silvi, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Chieti, con un braccio ad Ovest fino all'aeroporto. I 56 miliardi che spetta ora alle istituzioni e alla politica scongelare per completare il progetto della metropolitana di superficie, servono a questo. «L'obiettivo era chiaro», ha insistito Tonelli, «una filovia che viaggiasse su sede protetta per velocizzare la media di percorrenza del trasporto pubblico. Assurdo pensare ad altre soluzioni, come la corsia prefernziale sulla Nazionale Adriatica. Si restringerebbe la strada di due metri di larghezza, sottraendola ai parcheggi e al flusso dei veicoli, con l'effetto di aumentare il caos del traffico. O si fa questo», incalza Tonelli, «o non si fa nulla. Un'opera che è l'asse portante del trasporto pubblico attorno al quale si ricostruisce la mobilità urbana». L'ex direttore della Gtm ha anche fatto la cronistoria della strada parco, che lui ha vissuto da protagonista: «Allora nessuno si pose il problema se farci passeggiare o meno la gente. Fu firmato un accordo tra la Regione e i due sindaci di Pescara e Montesilvano, Carlo Pace e Renzo Gallerati. La Regione trasferì, se non vado errato, 9 miliardi e 200 milioni al Comune di Pescara e circa 2 miliardi a quello di Montesilvano per realizzare il tracciato. L'obiettivo era questo. Il futuro di Pescara, dove entrano 120mila al giorno, è questo. E' qualcosa che va fatta. Sono le cifre a dirci che il trasporto pubblico è l'unica risorsa per liberare le città dal traffico: 1 milioni e 500 mila passeggeri tra il 2004 e il 2005 grazie al biglietto unico». Con l'ausilio di diapositive, Tonelli ha poi illustrato le caratteristiche del filobus della Balfour Betty Italia, oggi in azione anche sulle strade di Parigi: guida automatica o semiautomatica, sensori, ruote sterzanti. Una sorta di bus-robot. |