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Pescara. «Un mero errore che merita le rettifiche più sollecite e rigorose». Carlo Costantini parlamentare dell'Italia dei Valori non è affatto convinto che la legge approvata dal centrosinistra in Consiglio regionale che taglia le spese di enti e consigli di amministrazione sia efficace, anzi sarebbe «totalmente inutile». In quanto non toccherebbe nessun Ente, tranne l'Agenzia di promozione turistica, del quale è presidente. Il parlamentare del partito di Di Pietro, reinnesca così nell'Unione la polemica sui reali effetti della scelta antisprechi varata dal Consiglio regionale. Le avvisaglie della spaccatura si erano avute in Aula sabato scorso. Quando sull'emendamento si sono astenuti i due consiglieri dell'Idv, Mascitelli ed Evangelisti (contrari in particolare ai rincari delle aliquote Irap e Irpef), mentre il consigliere della Margherita, Verini ha disertato la seduta al momento del voto. Per Carlo Costantini la scure avrà scarsissimi effetti, perchè le spa dei trasporti: Arpa, Gtm, Sangritana e Saga, non saranno toccate; così le sei Ato e le loro società di gestione che fanno capo ai Comuni; e ancora, elenca Costantini: le Ater (case popolari), l'Arssa (agricoltura), Arit (informatica), Arta (ambiente) e l'Agenzia sanitaria, «sono già privi di un Consiglio di amministrazione». «Ho da tempo rinunciato all'indennità di presidente dell'Aptr», ricorda Costantini, «e ho da tempo manifestato la mia disponibilità all'avvicendamento della carica di presidente. L'unico ente regionale di dimensioni significative interessato dalla norma sembra dunque essere l'Aptr nella quale subentrerà un presidente che percepirà l'80% dell'indennità ad un presidente che, come detto, non percepisce nessuna indennità». Costantini esprime così i dubbi sull'efficacia delle scelte della giunta ma avverte: «Desidero esprimere formalmente l'auspicio che si sia trattato di un mero errore, forse di "tecnica legislativa" che merita le rettifiche più sollecite e rigorose». Per i dirigenti e funzionari regionali ci saranno anche altri problemi di costi. Negli enti, ricorda Antonio Perrotti (Cgil dirigenti), ci sono numerosi precari che chiedono l'assunzione. «Se la Regione farà il censimento dei costi», auspica Perrotti, «ci accorgeremo che strutture come Collabora, Arit e Parco scientifico e tecnologico, hanno un tal numero di personale che per sopravvivere devono trovare contratti esterni e non vivere di sole commesse regionali». Altro nodo su cui la Regione non avrà vita facile, è il taglio di consulenze, incarichi professionali a società esterne. Una cifra complessiva della spesa non c'è. «Si tratta di migliaia di delibere e determine, avere un quadro della situazione è quasi impossibile», osserva Angelo Orlando presidente della Commissione bilancio del gruppo di Rifondazione che assieme ai consiglieri regionali, Camillo Cesarone dello Sdi e Maria Rosaria La Morgia dell'Unione, hanno redatto l'emendamento taglia sprechi negli enti pubblici. Quello della Regione appare come una corsa contro sperperi ma anche contro il tempo. «Nel 2006 le spese per contenziosi sono passate da due milioni a quattro milioni», calcola Mario Amicone dell'Udc, «i giudizi in corso sono oltre un migliaio». Il presidente della giunta, Ottaviano Del Turco anche in questo settore ha chiesto di capire cosa accade. «E' necessario individuare un sistema per rivedere la struttura legale della Regione», ha proposto Del Turco, che vuole coinvolgere l'opposizione nel varo di una nuova legge. |