Data: 13/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Treni bloccati, ancora ritardi e disagi. L'ira dei pendolari: per protesta non pagheremo più i biglietti

Lo stop a Palombara Sabina Traffico fermo per oltre 2 ore. I viaggiatori attaccano i politici abruzzesi «Sono inadempienti»

AVEZZANO. Un film visto e rivisto. Un incubo per i pendolari che, anche ieri, hanno dovuto fare i conti con disservizi e oltre due ore di ritardo. Programmi e impegni ancora sconvolti per centinaia di persone che hanno l'unico torto di viaggiare sulla linea Roma-Pescara. La corsa, questa volta, si è bloccata a Palombara Sabina, nel tratto laziale, a causa della caduta della linea aerea.
L'odissea dei pendolari è iniziata di buon mattino e si è trascinata per diverse ore. Il convoglio partito da Avezzano alle 5.45 e diretto a Roma è giunto a destinazione con oltre due ore di ritardo. Meno pesante, ma comunque nell'ordine di oltre un' ora, il ritardo di altri due treni locali partiti dalla Marsica e diretti nella capitale. Il guasto è stato riparato dai tecnici dopo circa un'ora e mezza, ma ormai il danno era fatto. Per centinaia di persone sono saltati il timbro del cartellino, le coincidenze, le lezioni o gli esami a scuola e università. In Marsica infuria di nuovo la protesta. «Abbiamo appreso la notizia del guasto all'altezza di Carsoli dalla telefonata di un'amica: i treni parti alle 5.05 e alle 5.45 da Avezzano erano entrambi fermi a Tivoli» racconta Francesco Della Costa, studente celanese alla Sapienza di Roma «una notizia ufficiosa, perché nessuna "voce" di Trenitalia ha avvisato del problema. Se l'avesse fatto molti avrebbero potuto scegliere un altro mezzo di trasporto per arrivare in orario a destinazione. Giunti a Tivoli siamo scesi dal treno e ci siamo uniti ai compagni di sventura che da ore aspettavano invano gli annunciati pullman sostitutivi che non sono arrivati. Abbiamo così deciso di entrare in massa nell'ufficio del capostazione per far sentire le nostre ragioni. Sono volate parole grosse e si è alzata pure la voce, così è arrivata anche la polizia. Abbiamo chiesto invano il nome di un responsabile, ma non abbiamo ottenuta risposta» aggiunge «per tutelarci stiamo pensando di attuare delle proteste collettive come quella di non pagare più il biglietto».
«È ora di finirla» spara a zero Rita Tabacco di Tagliacozzo, funzionaria del ministero dei lavori pubblici «sarebbe opportuno indire un referendum popolare sul servizio dei traspori pubblici per mandare a casa i politici "inadempienti"». Paolo Fantauzzi sindaco di Civita d'Antino, nel 2001 era responsabile del comitato pendolari: per fermare i disagi e i continui ritardi bloccò il treno alla stazione di Carsoli per 40 minuti. «Fui denunciato per interruzione di pubblico servizio» racconta «e costretto a pagare 5mila euro di multa. Da allora i problemi non sono cambiati e per conservare il posto di lavoro a Roma, adesso, sono costretto a viaggiare in macchina».

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