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AVEZZANO. «Se i treni arrivano in ritardo la colpa non è dei materiali che viaggiano sulle rotaie, ma della linea ferroviaria Roma-Pescara che, in alcuni punti, raggiunge una pendenza del 27 per mille. Condizione proibitiva che crea lo slittamento dei convogli e i conseguenti stop forzati treni». Maria Giaconia, direttrice dei trasporti regionali abruzzesi di Trenitalia non ha dubbi. I continui disservizi dei pendolari sarebbero da imputare solo in minima parte a Trenitalia. «L'ultimo guasto tecnico a un locomotore» assicura la dirigente «si è verificato nel novembre del 2005 precisamente con l'841, materiale che è stato prontamente tolto dalla circolazione. Abbiamo tentato in tutti i modi di risolvere il problema adottando altri tipi di motrici più avanzate sostituendo le vecchie 646 con le 464 e da gennaio entreranno in funzione le 656, macchine di ultimissima geneazione. Ma siamo consapevoli» sostiene «che il problema dello slittamento purtroppo non si risolverà cambiando treni, ma intevenendo sulla pendenza eccessiva della linea a binario unico». Nessuna responsabilità di Trenitalia anche per quanto riguarda la caduta degli impianti aerei che vengono gestiti, insieme alla strada ferrata dalla Rete ferroviaria italiana. «Ci rendiamo conto che i nostri clienti subiscono spesso dei disagi» conclude Giaconia «noi facciamo il possibile per limitare i disservizi, ma troppo spesso veniamo accusati di colpe che non abbiamo». |