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AVEZZANO. Si chiude male l'anno, così come è iniziato, per i pendolari della principale linea ferroviaria Abruzzese. Sono stati una ventina nel 2006 i black-out e i ritardi più clamorosi sulla Roma-Pescara, escludendo quelli causati da eventi come incendi e temporali. L'anno precedente, però, gli episodi erano stati una trentina. Un miglioramento che però non mette fine alle polemiche e alle proteste dei pendolari. Quest'anno l'odissea è cominciata il 3 gennaio quando la galleria di Colli di Montebove viene invasa dall'acqua e la linea interrotta per due ore. Il 9 febbraio un black-out della linea aerea causa ritardi a catena e il treno degli studenti arriva ad Avezzano con un'ora di ritardo. Il 13 febbraio il vecchio elettrotreno si blocca alla stazione Termini e la corsa viene soppressa. Cinque giorni dopo l'assessore regionale Ginoble sollecita le Ferrovie affinché vengano potenziati i servizi. Il 3 marzo una corsa viene interrotta da una rotaia spezzata sulla linea. Il ritardo è di oltre un'ora. L'8 giugno un treno va in tilt prima di Carsoli. Il 9 giugno un locomotore si blocca e la linea si blocca. Il 5 luglio il treno che parte da Roma Termini alle 18.35 rimane bloccato a causa di un guasto a Tivoli (un'ora e 40 minuti di ritardo). Il 18 luglio salta la linea aerea e i pendolari restano a piedi. Alla stazione di Salone (Roma) è necessario l'intervento di polizia e carabinieri per placare gli animi, ma anche di un'ambulanza per dei malori. Il 26 luglio a Castel Madama (Roma), un locomotore si blocca e crea ritardi a catena. L'11 settembre un vecchio elettrotreno va in tilt mentre il 26 dello stesso mese una corsa viene soppressa e i pendolari chiedono un decurtamento dagli abbonamenti. Il primo ottobre per un treno in grande ritardo i pendolari esasperati si rivolgono alla magistratura. Il 22 novembre, infine, si registrano oltre tre ore di ritardo per un guasto a Tivoli. |