Data: 14/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Autostrade rinuncia alla fusione con Abertis. Ma i due gruppi valutano il progetto ancora valido e rilanciano il dialogo con il governo

Sollecitato un nuovo quadro di regole che consenta di riaprire i giochi

MILANO. La fusione fra Autostrade e Abertis non si farà. Lo hanno deciso, ieri, prima il consiglio di amministrazione della società concessionaria della rete autostradale in Italia e poi l'assemblea di Autostrade che ha deliberato di «non assumere alcuna decisione in proposito». L'esito del Cda e della successiva assemblea era scontato dopo quanto avvenuto nei giorni scorsi.
Il braccio di ferro con il governo e con il ministro Di Pietro, il ricorso al Tar (vinto dal governo) e la decisione dell'Anas (proprietaria della rete) di citare Autostrade in tribunale, non hanno certamente favorito la fusione con la società spagnola.
Il comunicato ufficiale diffuso da Autostrade parla di «sopravvenute circostanze ostative all'attuazione dell'operazione di fusione».
In assemblea il rappresentante di Schema 28 (la società dei Benetton che controlla il pacchetto di maggioranza di Autostrade) ha ribadito di considerare in prospettiva «ancora attuale la valenza dell'operazione». E, subito dopo, è arrivato un comunicato congiunto di Autostrade e Abertis dove «i due gruppi auspicano che in futuro si possano ricreare le condizioni per riconsiderare il progetto di fusione, e a tal fine, intendono proseguire congiuntamente nell'azione e nel dialogo a livello istituzionale». Insomma, è gioco forza tentare di parlare con il governo e soprattutto con Antonio Di Pietro che è stato il grande oppositore all'operazione di fusione di Autostrade con gli spagnoli.
Al di là dei comunicati ufficiali ha parlato il presidente di Autostrade, Gian Maria Gros Pietro: «Con Abertis non abbiamo fissato dei termini, non ce n'è bisogno. Quando ci sarà un quadro regolatorio più chiaro, allora vedremo. Certamente faremo tesoro di questa esperienza».
E, in modo inaspettato, Gros Pietro dice di «accogliere con grande favore» le parole del ministro Di Pietro. «Più in fretta si chiarisce il quadro delle concessioni, più in fretta sarà possibile fare nuovi programmi, compreso un possibile nuovo tentativo con Abertis».
L'Antitrust europeo. Lo stop alla proposta di fusione, fanno sapere da Bruxelles, non implica necessariamente la chiusura della procedura avviata dall'Antitrust su questo caso (infatti le due società, contro i dinieghi del governo italiano, si erano rivolte alla Commissione europea per la concorrenza).
La Borsa. Chiusura in calo per il titolo Autostrade in Piazza Affari. L'ultimo prezzo a quota 21,8 euro è in ribasso dell'1,54% rispetto a martedì. Ad incidere, naturalmente, lo stop alla fusione con Abertis che, invece, alla Borsa di Madrid ha guadagnato circa l'1%. Sono stati scambiati, comunque, 11 milioni di titoli, peri al 2% del capitale.
Le reazioni. «E' difficile valutare se è stata un'occasione persa per il Paese - dice il ministro Bersani -. Comunque c'è bisogno di lavorare sul meccanismo delle concessioni». Drastico il commento dell'Abusbef: «Adesso i vertici di Autostrade si dimettano».

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