Data: 14/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Le tasse locali attaccano il welfare». Sindacati: potere d'acquisto delle pensioni ridotto del 20%

Manifestazione provinciale le testimonianze: «E' sempre più difficile tirare avanti» La denuncia: «La piaga degli incidenti sul lavoro»

PESCARA. La sala consiliare del Comune fatica a contenerli. Sono arrivati da Penne, Popoli, Montesilvano, tanti da Pescara, per rispondere all'appello lanciato dai segretari provinciali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che li hanno chiamati a raccolta per discutere di quella che i sindacati non esitano a definire «emergenza sociale»: il pessimo stato di salute del welfare alle prese con tagli e razionalizzazioni, e l'annunciato aumento delle imposte locali e indirette. Ma a dominare, fra le poltroncine della sala e nei corridoi dove si fermano gli attivisti, è soprattutto una sensazione diffusa di amarezza.
«Se qualcuno mi avesse detto che con Prodi al governo sarei stato qui ancora a piangermi addosso, giuro che non gli avrei mai creduto» si sfoga l'ex operaio edile Danilo Vecchiati, 67 anni appena compiuti e bandiera Uil in spalla. Anni di lotte e maifestazioni alle spalle.
Discute con un suo vecchio compagno di lavoro alle soglie della pensione, ieri in sciopero come tutto il settore delle costruzioni per protestare contro gli incidenti sul lavoro.
Ma che anche chi è più prudente nei giudizi. Anche se non nasconde il suo disappunto per come si sono messe le cose: «Abbiamo probabilmente sbagliato a credere che tutto potesse cambiare con un voto» dice Attilio Di Vincenzo, 62 anni da Montesilvano, «bisogna aspettare».
Eccoli, i cittadini in pensione dopo una vita da operai, impiegati, infermieri, autisti alla guida di autobus e treni, alle prese oggi con l'incognita del futuro, delle tasse indirette che tutti temono siano destinate a salire, e con un welfare che non funziona come vorrebbero.
«Stiamo andando esattamente nella direzione opposta a quello che rivendichiamo da sempre» dà voce al malessere il segretario provinciale della Cgil Paolo Castellucci, «chiediamo che ci sia più disponibilità di reddito per le fasce disagiate e che lo stato sociale sia rafforzato.
E invece stiamo discutendo di aumenti indiscriminati delle imposte e di servizi sociali al ribasso.
Così non va, si incrina il rapporto di fiducia fra comunità e istituzioni, che fanno marciapiedi ma non investono sulla solidarietà».
Le cifre contenute nella relazione di Umberto Coccia, il leader della Cisl cui è affidata l'apertura dell'assemblea, denunciano una situazione allarmante: «Nella sola città di Pescara ci sono oltre 28 mila anziani, di cui la metà con più di 75 anni.
Ma solo 452 vengono assistiti regolarmente, e di questi 277 con l'assistenza domiciliare e 17 con l'assistenza integrata socio-sanitaria».
Per i sindacati sarebbe necessario aumentare le risorse, concentrandole sugli anziani, sulla non autosufficienza, la disabilità, l'infanzia.
Idee e progetti che finiranno in una piattaforma per i sindaci, ai quali si chiede uno sforzo in più per far quadrare i conti senza far pesare il risanamento sulle spalle dei pensionati.
«Nessun libro dei sogni» precisa però Coccia, «sappiamo dove andare a prendere le risorse: combattendo l'elusione e l'evasione tributaria nei Comuni, e dedicando così il 5 per cento dei bilanci delle amministrazioni ai servizi sociali.
E' una soluzione possibile: bisogna però tagliare le consulenze esterne, essere più sobri nelle manifestazioni pubbliche, ridurre insomma i costi della politica.
In due parole, meno porchette e meno concerti».
Oggi le statistiche dicono che nei Comuni della provincia di Pescara il capitolo welfare incide fra il 2 ed il 3 per cento sui bilanci annuali.
Eppure uno sforzo ulteriore è necessario, su questo i rappresentanti dei pensionati non transigono.
Gli studi effettuati sul territorio provinciale dalle strutture sindacali, ricordati più volte nell'aula consiliare, dicono che negli ultimi anni il potere d'acquisto delle pensioni è sceso anche del 20 per cento, e che in tante case si è iniziato a risparmiare persino sulla spesa quotidiana.
Ed ora gli aumenti di Irpef, Tarsu, Ici «rischiano di essere la goccia che fa traboccare il vaso» tuona il segretario regionale della Cgil Franco Leone, che a nome dei confederali chiude la manifestazione, «da questa tornata gli abruzzesi escono decisamente più poveri.
C'é una legge finanziaria che redistribuisce alcune risorse, ma al contempo negli enti locali vengono innalzate le tasse e i servizi non sono potenziati.
Tutto quello che è possibile innalzare sotto il profilo fiscale, in Abruzzo è stato innalzato.
Vivere in questa regione» scandisce Leone «oggi è diventato un lusso che pochi possono permettersi».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it