Data: 15/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Tempesta e il tram «L'Aquila come Parigi» di Biagio Tempesta*

«E' qua!, annunciano trionfalmente i manifesti affissi in tutta la città». Così esordiva l'articolo apparso due giorni fa su La Repubblica relativo al ritorno a Parigi del tram. E pare proprio che si tratti di un gradito ritorno perché è stata addirittura definita «la novità attesa da anni, la lampada magica dei sindaci francesi, un mitico oggetto che dovrebbe conciliare le aspirazioni ecologiche e la velocità dei trasporti con il fatturato dei commercianti ed il benessere dei cittadini».
Cancellato nel 1937, il tram è tornato, sempre come titola il quotidiano, in nome dell'ambiente e del risparmio. Principio sul quale è stata basata l'idea di portare la metropolitana di superficie anche all'Aquila.
A dimostrazione che le grandi città si adeguano ai nuovi mezzi pubblici capaci di conciliare le esigenze dell'ambiente e quelle dei cittadini. Una rivoluzione per le strade della capitale francese che, se non sbaglio, qualche monumento ce l'ha. Ed in Francia le forze politiche, a differenza di quelle aquilane, hanno compreso l'utilità dell'opera ed hanno registrato una convergenza di idee sul fatto che il tram, così come la metropolitana di superficie, è economico, non inquina e va più veloce di un autobus. Un modo nuovo, peraltro previsto da una delibera della Comunità europea che invita a dotare le città di questo mezzo, per liberare i centri storici dalle auto.
Il tram ha già fatto parte della storia di Parigi ed il fatto che sia tornato oggi, in tempi in cui l'eccessivo numero di automobili la fa da padrone, dovrebbe far riflettere che ormai questi mezzi, tra cui appunto la metropolitana di superficie, rappresentino il futuro delle città che vogliono tornare ad essere libere dallo smog e dal traffico.
Infine La Repubblica ha concluso l'articolo citando Bruno Cimino, autore di una guida per gli italiani a Parigi pubblicata nel 1900, che vedeva il tram addirittura come il trionfo dell'uguaglianza: «Tutte le classi sociali formano la clientela abituale dei tranvai. Queste vetture sono l'affermazione ambulante dell'égalité».

*sindaco dell'Aquila

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