Data: 15/12/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Tempesta? Un sognatore, Lo Sdi attacca il Sindaco e sferza i candidati per le Primarie

Il primo cittadino intanto rilancia sul metrò citando Parigi che ha scelto il ritorno al tram

L'Aquila. Un sognatore il sindaco Tempesta secondo il segretario dello Sdi Lelio De Santis: «Sogna un parcheggio sotto piazza Duomo, una metropolitana lungo via Roma, un privato colto a cui affidare la gestione del museo di Santa Maria dei Raccomandati ed un nuovo Prg». Ma il primo cittadino ci crede, convinto che i suoi "sogni" avrebbero tutte le carte in regola per divenire realtà. E allora ecco che a sostegno della sua tesi cita il ritorno trionfale del tram a Parigi. «Cancellato nel 1937 - dice Tempesta - il tram è tornato in nome dell'ambiente e del risparmio. Principio sul quale è basata l'idea di portare la metropolitana di superficie anche all'Aquila. Una rivoluzione per le strade della capitale francese che, se non sbaglio, qualche monumento ce l'ha. Ed in Francia le forze
politiche, a differenza di quelle aquilane, hanno compreso l'utilità dell'opera ed hanno registrato una convergenza di idee sul fatto che il tram, così come la metropolitana di superficie, è economico, non inquina e va più veloce di un bus».
Anche il parcheggio interrato in piazza Duomo contribuirà a disegnare una città così come Tempesta l'ha sempre sognata. Due piani interrati, uno per consentire la sosta ai residenti del centro storico e l'altro per ospitare il mercato di piazza Duomo, liberando l'ovale che sarà ristrutturato. Ai posteri l'ardua sentenza e soprattutto al futuro primo cittadino del Palazzo tirato in ballo anche dal segretario dello Sdi Lelio De Santis: «E i candidati sindaco sono in religioso silenzio perchè affascinati dal sogno del sindaco Tempesta o perchè impegnati a predisporre qualche progetto concreto alternativo? Ritegno che sia il momento per tutti di riportare i piedi per terra e di cominciare a parlare delle cose che servono a questa città e di come e con quali mezzi finanziari realizzarle, in una visione di necessaria programmazione e non più opportunistica improvvisazione».

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