Data: 17/12/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aeroporto declassato, stop di Ginoble

PESCARA - Declassato a scalo regionale. Potrebbe essere il futuro dell'aeroporto d'Abruzzo, assieme ad altre strutture che ospitano compagnie low cost, se andrà in porto il piano di riforma aeroportuale firmato dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Troppi 36 aeroporti che fanno quello che vogliono, e basta con le compagnie a basso prezzo che prendono i finanziamenti dalle società di gestione: questa la filosofia del ministro. Ma si rischia così di lasciare sul campo morti e feriti. Lo scalo abruzzese sarebbe declassato a regionale, così come quello di Ancona, Brindisi ed altri. In sostanza, voli internazionali solo per quegli scali che vantano oltre un milione di passeggeri. «Ho chiesto un incontro urgente al ministro Bianchi per l'inizio della settimana -spiega Tommaso Ginoble, assessore regionale ai Trasporti- E' impossibile pensare all'Abruzzo e a Pescara con un aeroporto regionale a poco più di due anni dai Giochi del Mediterraneo dove dovranno arrivare persone da Europa, Africa e Medio Oriente. Contrastiamo nettamente, come Regione, l'impostazione ministeriale». Ed infatti la Giunta prosegue per la sua strada con un finanziamento per la messa in sicurezza e lo sviluppo del Liberi di 6.003.000 euro. «La manovra del ministro -aggiunge Ginoble- sembra tanto un favore all'Alitalia che è inc risi ed a chi ne acquisterà il pacchetto di maggioranza: un modo per togliersi dai piedi ed in fretta la concorrenza scomoda delle low cost che, nel nostro caso, rappresentano un volano di sviluppo incredibile. Basti pensare agli investimenti tedeschi ed inglesi sul nostro territorio per capire che senza i voli della Ryanair non saremmo andati tanto lontano». Insomma, secondo Ginoble, il Governo centrale preferisce bruciare qualcosa di buono per salvare cose già decotte. Come dire Alitalia e la crisi che attraversa. Segno ne siano anche i cinque milioni di euro dirottati dallo scalo pescarese a quelli di Torino e Fiumicino. Ma il Liberi da tempo è al centro di troppe attenzioni: c'è chi vorrebbe semplicemente spostarlo, "delocalizzarlo", e poi c'è il progetto che ne prevede lo smantellamento e la realizzazione, ad Ortona, di un aeroporto come quello di Osaka, in Giappone, in mezzo al mare su un'isola artificiale. Ad entrambe le idee guarda il partito dei palazzinari che non vede l'ora di mettere le mani su quei duecento ettari di terreno sulla Tiburtina che rappresentano enormi potenzialità di business. «Nessuno può impedire che venga verificata la fattibilità di un sogno -spiega Ginoble riferendosi all'aeroporto sul mare- C'è un accordo con la Deutche Bank per vedere se ci sono le condizioni economiche, tecniche ed i flussi di traffico per trasformare l'idea in realtà. Noi puntiamo a diventare il secondo aeroporto di Roma. Stiamo valutando anche l'ipotesi di una partecipazione azionaria all'interno della Saga della società che si occupa di Ciampino e Fiumicino. Non c'è alcuna fuga in avanti: siamo tutti impegnati a difendere l'aeroporto d'Abruzzo ed il patrimonio che rappresenta».

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