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Roma. Riparte il confronto sul piano industriale delle Ferrovie che non convince del tutto i sindacati. Se non ci saranno sorprese dell'ultimo minuto, l'amministratore delegato Mauro Moretti tornerà oggi ad incontrare i rappresentanti delle sigle. Alla vigilia Moretti ha ribadito che la nuova gestione sarà caratterizzata dallo sviluppo, dall'innovazione e dalla qualità dei servizi ma anche da una decisa razionalizzazione dei costi che punta a recuperare 400-450 milioni di euro nel 2007 senza toccare l'occupazione. Ma le sigle di categoria vogliono vederci chiaro. Nella riunione-fiume del 30 novembre le linee guida del piano industriale 2007-2011 erano state accolte con freddezza. Ora, superato l'ostacolo della Finanziaria, entrerà nel vivo la discussione sugli investimenti e i trasferimenti necessari a riavvare il piano di risanamento e sviluppo. Ma lo spazio di manovra è ridotto al minimo. Per riequilibrare almeno in parte i conti appesantiti da perdite per 1,9 miliardi di euro, la strategia messa a punto dai vertici delle Fs prevede alcuni punti fermi come l'aumento del prezzo dei biglietti tra il 3% ed il 12% per Eurostar e Alta Velocità da cui è atteso un introito di circa 130 milioni di euro, una stretta sui costi per ottenere altri 150 milioni di risparmi, tagli agli sprechi, mobilità e reimpiego sul territorio ma non esuberi tra i lavoratori. Il capitolo più controverso riguarda l'incremento dell'efficienza con il progetto di tagliare il numero di biglietterie e stazioni man mano che saranno adottate nuove tecnologie. I sindacati si presentano all'appuntamento con una posizione unitaria. Filt-Cgil, Fit Cisl, Uilt, Orsa, Ugl e Fast giudicano «insufficienti» le misure annunciate in mancanza di «azioni imprenditoriali e di diversificazione delle entrate» e si oppongono a nuovi interventi sul costo del lavoro in un'ottica di risanamento. Anche per Alitalia si apre una settimana densa di incognite. Dopo lo sciopero generale che ha paralizzato il trasporto aereo venerdì 15 dicembre, i dipendenti minacciano nuove agitazioni per Natale. Ma il fronte sindacale si divide. La Uil trasporti ha bocciato il ricorso «ad azioni di sciopero illegali» invitando ad un maggiore senso di responsabilità Filt e Sult che minacciano di bloccare i voli fuori dalla franchigia e dalle fasce di garanzia. La preoccupazione dei sindacati cresce davanti alle pesanti incertezze che gravano sull'iter di vendita della quota del 30,1% in mano al Tesoro. Dopo il no del presidente di Franco De Benedetti, presidente del gruppo Cir, e della famiglia Benetton ad intervenire nel piano di salvataggio della compagnia aerea si rafforza il rischio che l'asta vada deserta e rispunta lo spettro del fallimento. |