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Crescono rapine e furti, aumentano i giovani laureati Pescara al 76º posto in Italia, ma per i cittadini è quinta PESCARA. Secondo i pescaresi nella loro provincia si vive bene. È per questo che il livello di soddisfazione dei residenti ha portato il territorio a conquistare il 5º posto in Italia nella speciale graduatoria che tiene conto della percezione, da parte dei cittadini, del miglioramento della vivibilità rispetto a quanto registrato negli ultimi anni. Il primato spetta a Salerno, dove un abitante su tre dice di vivere meglio di prima, seguita dall'Aquila. Sono i dati emersi dal sondaggio sul «sentiment» (la percezione soggettiva della popolazione residente), che affianca l'indagine statistica 2006 del quotidiano economico Il Sole 24 ore sulla «qualità della vita». Il dato statistico che analizza la realtà, però, è diverso rispetto alle opinioni dei cittadini. Classifica generale. Tre posizioni in più dell'anno scorso: Pescara scala la graduatoria classificandosi al 76º posto sulle 103 province italiane, recuperando parzialmente le 11 posizioni perse nel 2005. «Ma», aggiunge Giuseppe De Dominicis, presidente della Provincia, «resta la meta ideale d'Abruzzo, 35ª città ideale in Italia secondo chi vive nelle altre 102 province. È difficile che questo non sia strettamente collegato con quel mix di bisogni che rendono un territorio interessante fuori dalla cerchia dei propri abitanti». Ma le due letture restano differenti. I dati oggettivi non rispecchiano l'interpretazione dei cittadini delle problematiche che condizionano la qualità della vita. Microcriminalità. Rapine, furti in casa, furti d'auto, scippi, borseggi, delinquenza minorile: se i cittadini attribuiscono alla provincia di Pescara il 53º posto in merito alla gravità dei problemi di criminalità e ordine pubblico, il dato statistico è allarmante. I delitti denunciati relegano Pescara al 95º posto. Il trend degli ultimi 5 anni le assegna la 99ª posizione, con un aumento percentuale del 161,86%, seguita da Pavia, Trento, Verona e Mantova. «Appare quantomeno strano che il livello di criminalità sia più alto in queste zone che altrove», commenta De Dominicis. «Credo, invece, che qui da noi ci sia un più alto senso civico, con il conseguente aumento del numero di delitti denunciati». Meno omertà, quindi, a Pescara. «Tra l'altro», aggiunge il presidente della Provincia, «è difficilissimo comparare il dato tra un anno e l'altro, a meno di non incorrere in grossolanità. Scendere e salire in graduatoria avrebbe senso se le voci fossero identiche tra un anno e l'altro. E invece sono oggetto di modifiche continue da parte degli analisti, e questo riguarda la criminalità come gli svaghi». Tempo libero. Le attività culturali e ricreative fanno registrare un'inversione di tendenza: se i residenti ritengono che l'area sia carente dal punto di vista delle strutture e delle opportunità per il tempo libero (73º posto), le statistiche vedono Pescara in 43ª posizione, con buoni risultati sulla percentuale di libri venduti (1,42% rispetto a una media nazionale dell'1,16%) e sull'affluenza nei cinema. Tra gli indicatori pesa, però, l'impegno verso gli altri: solo 8 persone su 1000, infatti, si dedicano al volontariato. Il dato sulla lettura dà credito, invece, alla graduatoria del quotidiano economico in tema di istruzione. Investimento in formazione. La provincia di Pescara sale sul podio del parametro «formazione», conquistandosi la prima medaglia d'argento, per il numero di laureati. Su mille giovani tra i 19 e i 25 anni, in 78 raggiungono il traguardo della laurea. È questo, forse, il risultato di una politica che tende a incentivare lo sviluppo dell'istruzione e della cultura sul territorio. Servizi, ambiente e salute. L'attenzione al territorio si manifesta anche con il 20º posto per la dotazione di infrastrutture (quest'anno l'indice include anche la presenza di aeroporti). Non soddisfa troppo, invece, la pagella ecologica stilata da Legambiente che vede Pescara attestarsi al 54º posto. Tuttavia, la qualità della vita si misura anche con la longevità. La 13ª posizione rivela una crescita nelle aspettative di vita della popolazione (80,90 anni). «Se ai primi posti delle classifiche troviamo quasi sempre le stesse realtà, spesso del Nord», conclude De Dominicis, «per tutte le altre province, invece, l'indagine proietta in pari misura luci e ombre. È giusto, quindi, considerare questa ricerca per quello che è: una fotografia dell'esistente». |