Data: 20/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Ferrivecchi i treni mai usati per 8 anni. Troppo costosi i lavori di recupero La Sangritana costretta a svenderli

E' stato ufficializzato l'accordo per il trasporto su rotaia dei Ducato da Atessa alla stazione di Rimini

LANCIANO. Furono acquistati otto anni fa per 500 milioni di vecchie lire (circa 250mila euro) l'uno: 12 elettromotori belgi, da trasformare in moderni locomotori con lo stemma Sangritana. Sette di essi però non partiranno mai. Anzi, sono rimasti così come furono acquistati, ad arrugginire su un binario morto perché ristrutturarli costa ormai troppo. Saranno venduti come ferrivecchi. La storia dei vecchi locomotori è emersa nel giorno in cui è stato ufficializzato l'accordo commerciale con la società Nordcargo di Milano per il trasporto su rotaia dei furgoni Ducato dalla Sevel fino a Rimini.
L'accordo - che dovrebbe alleggerire il notevole via-vai di bisarche cariche di furgoni dalle strade della Val di Sangro e dall'A14 - prevede per la Sangritana un ricavato di 11 euro a chilometro. Saranno due i treni settimanali, con corse di andata e ritorno dallo stabilimento di Atessa. Da Rimini i furgoni Ducato raggiungeranno poi Chiasso (in Svizzera) per essere trasportati su rete internazionale europea attraverso le Ferrovie francesi.
La notizia della firma è stata ufficializzata dalla presidente della società di trasporti regionale, Loredana Di Lorenzo, alla presenza dell'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble.
Ma nel corso dell'incontro è affiorato l'ultimo caso di fronte al quale si è trovata la nuova gestione Sangritana impegnata in questo periodo in una quantomai delicata fase di bilancio. I sette locomotori acquistati nel 1998 e poi abbandonati rappresentano infatti un costo fisso dal momento che la società paga anche l'affitto del binario morto sul quale sono parcheggiati.
I treni - successivamente ribattezzati "Orsetto" sulla scia dei "Lupetto" di Trenitalia - furono acquistati quando la Sangritana operava in regime di concessione, con l'avallo delle Ferrovie dello Stato.
Un pacchetto di 12 vecchi elettromotori Am56 dei quali tuttavia sarebbe stata conservata soltanto la base meccanica. Su di essa la Ansaldo avrebbe ricostruito i vagoni (velocità massima 130 orari, 129 posti a sedere, 200 in piedi). Il problema è sorto nel momento in cui i lavori di ristrutturazione hanno subìto una serie infinita di varianti e richieste di omologazioni che ha fatto impennare i costi fino a a 3 miliardi. Ad esempio, gli scalini dei treni dovevano essere corretti perché altrimenti rischiavano di "urtare" contro le pareti delle gallerie. Nel marzo 2005 un elettrotreno incompiuto fu comunque portato con la gru nel piazzale della stazione in occasione dell'arrivo dell'ex vice premier Gianfranco Fini (An). Di fronte a questa spesa imprevista la Sangritana ha dovuto fare marcia indietro. I lavori su cinque "Orsetto" sono andati avanti, per gli altri sette locomotori il destino appare segnato. Saranno venduti a peso, proprio come preziosi ferrivecchi. Perché furono pagati otto anni fa 500 milioni l'uno.

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