Data: 21/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Del Turco, fai subito le grandi opere» L'ex ministro Gaspari: in un anno potenzia porto e aeroporto, altrimenti sono solo sogni

«Per ridurre i debiti della sanità bisogna fare una sola Asl e rimettere i controlli ispettivi delle mutue sui medici e personale»

PESCARA. «Lo dichiaro: ho votato Del Turco presidente della Regione. Lo rivoterei di nuovo anche se si è lasciato bloccare dai piccoli partiti. I progetti che Del Turco ha presentato nell'intervista pubblicata ieri da il Centro, li condivido, sono ambiziosi e validi. Però dico: se Del Turco li realizza entro un anno sono cose serie, altrimenti sono sogni». Parola dell'ex ministro Remo Gaspari che nel sostenere l'iniziativa politica del presidente della giunta, lo mette in guardia anche degli errori che può commettere.
Onorevole Gaspari quali progetti condivide?
«Le due opere annunciate da Del Turco: l'ampliamento del porto di Ortona e l'aeroporto sul mare. Due infrastrutture che, se sono una cosa seria, devono essere realizzate entro un anno, altrimenti vanno verso un futuro indefinito e rimangono solo dei sogni».
Il presidente Del Turco dice "Combatterò fino allo stremo delle mie forze perché si esca fuori dall'idea che questa è una piccola regione, che deve pertanto avere una piccola politica, un piccolo aeroporto, una piccola autostrada e via di questo passo". Lei è d'accordo?
«Forse Del Turco non lo sa, ma l'aeroporto di Pescara l'ho classificato io come ministro dei trasporti nel 1969, è stato classificato come Torino-Caselle e Milano-Linate, ossia abilitato a tutti voli continentali e transeoceanici. Per quanto riguarda le autostrade, l'Abruzzo è la regione dell'Italia centro meridionale, che ha un chilometraggio autostradale in eccesso rispetto alle altre regioni».
La sanità con il suo deficit rimane il nodo della politica regionale, lei cosa propone a Del Turco?
«Non sono d'accordo con il presidente della Regione. Ritengo che il metodo che lui ha scelto è sbagliato perchè in realtà non realizzerà quello che immagina. Realizzerà esattamente il contrario. Colpirà solamente le zone interne»
In che modo?
«Del Turco prevede per gli ospedali minori un futuro di alta specializzazione. Ma c'è un rischio, questa idea non solo non sarà facile realizzarla, ma gli ospedali minori saranno declassificati in residenze per anziani, con qualche verniciatura non sostanziale di ospedalità».
Di questo suo timore ci sono esempi concreti?
«All'ospedale di Gissi non si è potenziato il reparto di oculistica, mentre la Asl Lanciano-Vasto paga al Molise oltre un milione e mezzo di euro l'anno per curare i malati abruzzesi. Se questo reparto fosse stato potenziato avremmo già recuperato i soldi. Inoltre, sempre a Gissi, in una zona a forte senescenza è stato soppresso il reparto di lungodegenza, quello dalla riabilitazione e chirurgia. La stessa cosa accadrà in tutti gli altri ospedali minori. Saranno residenze per anziani con una verniciatura di ospedale».
Il problema rimangono i fondi che non ci sono più, lei cosa propone per arginare costi e deficit?
«Se fosse stato introdotto il principio della aziendalizzazione delle strutture ospedaliere e degli altri presidi sanitari, si sarebbe ottenuto l'immediato azzeramento del debito»
Come?
«Il debito è fatto da tutti i presidi sanitari i quali realizzano una spesa superiore al costo degli interventi che fanno. Se si applicassero alle strutture pubbliche quello che si fa nelle private, avremmo cancellato il debito. Le strutture pubbliche spendendono di più proprio perchè non sono aziendalizzate. Non hanno responsabilità di spesa. Si lavora di meno, perchè non c'è la spinta ad essere bravi, non viene incentivato l'impegno quando le somme sono pagate a piè di lista. Bisogna ridare ai medici e al personale sanitario l'interesse a produrre di più e ad un migliore livello».
Le Asl vanno ridotte o potenziate?
«E' evidente che bisogna ridurle, così come hanno fatto nelle Marche e nel Molise. In Abruzzo abbiamo sei Asl e in più l'Agenzia sanitaria regionale. Bisogna abolire le Asl e fare un'unica azienda regionale».
Il personale dove finirà?
«Bisogna riqualificarlo, in particolare il personale amministrativo in eccesso. Devono andare a vedere come funzionano le strutture private. Io ripristinerei un controllo molto efficace, quello che facevano le mutue attravverso gli organismi ispettivi».
La sanità lei sa che è un pianeta molto complesso, con molte voci di spesa e con servizi costosissimi. Basta il ritorno delle mutue?
«Bisogna ripristinare il controllo sull'attività dei medici di base. Vedere come si fanno i ricoveri; qual è l'entità della spesa farmaceutica, quali sono i medicinali che si prescrivono. E' necessario conoscere quello che avviene tenendo presente che la spesa si alimenta e cresce dal medico di base».
Se il centrosinistra non chiuderà le Asl, lei pensa che ci sarà qualche altro rimedio?
«La Regione Abruzzo dovrebbe dar corso alla aziendalizzazione dei due policlinici universitari, quello Chieti e dell'Aquila, i quali dovrebbero essere, con una sanità di eccellenza, un richiamo verso l'Abruzzo di molti malati provenienti da altre regioni. Quello che accade nelle strutture lombarde, emiliane e romane».
Il presidente Del Turco ha promesso di risanare il bilancio della Regione Abruzzo e della sanità entro tre anni. Lei ci crede?
«Solo se si fanno delle scelte severe. Per quanto riguarda il deficit regionale bisogna seguire l'esempio della Regione Lazio. Io lo chiedo da tre anni»
Cosa fa di preciso la Regione Lazio?
«Sta realizzando il censimento degli organismi che mungono denaro dalla Regione, elimimando le consulenze e gli enti regionali che non servono, riducendo i consigli di amministrazione che prendono le idennità. Bisogna raggruppare quelle attività che sono di qualche utilità per la Regione».
Ad esempio?
«Cominciando dalle sei aziende che operano nel settore dei trasporti regionali, che dovrebbero essere tutte attribuite all'Arpa. Ed è un assurdo che non sia stato realizzato un solo servizo pubblico autolinee-ferrovie con un unico ente regionale».
Quali opere ritiene ancora strategiche per l'Abruzzo?
«Il completamento della superstrada L'Aquila-Amatrice; il ripristino della piena funzionalità della statale Adriatica la quale può assorbire parte del traffico autostradale, almeno di quegli automobilisti che non vogliono pagare i pedaggi. Dal 1992 esiste presso l'Anas l'impegno di realizzare la circonvallazione di Giulianova-Roseto e quella di Vasto. Se realizzate renderebbero molto più snello il traffico lungo l'A-14, dal momento che non si parla più di una terza corsia autostradale».
Onorevole Remo Gaspari lei oggi rivela che ha votato per Del Turco e lo rivoterebbe. Cosa la convince del presidente della giunta regionale?
«Gli ho dato il mio voto perchè non ho condiviso l'attività politica del suo predecessore, ero contrario alla conferma dell'ex presidente della giunta di centrodestra, Giovanni Pace, in quanto non solo aveva ripetuto gli errori gestionali della precendente gestione di centrosinistra, ma li aveva addirittura aggravati. Anche adesso se dovessi votare, rivoterei Ottaviano Del Turco presidente, pur avendo constatato che si è lasciato un poco bloccare dai piccoli partiti».

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