Data: 28/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Via Roma teatro del «Natale celestiniano». La manifestazione è stata organizzata per sabato pomeriggio

La rievocazione storica servirà anche a raccogliere fondi per i più poveri

L'AQUILA. Cultura, spiritualità e solidarietà. Questi i tre cardini su cui poggia la manifestazione «Il Natale del perdono celestiniano», che andrà "in scena" sabato prossimo (ore 17.30) lungo via Roma. Una rappresentazione storica promossa da un gruppo di residenti di via Roma, in collaborazione con il Movimento celestiniano, il Comune e l'arcidiocesi aquilana.
L'iniziativa, presentata ieri mattina a palazzo Margherita, punta a ripercorrere "idealmente" il tratto di strada compiuto da Celestino V durante i giorni del suo pontificato trascorsi all'Aquila. Un percorso dalla chiesa di Santa Croce in Gerusalemme fino a San Pietro a Coppito dov'è conservato un affresco del 1300 che attesta la vera immagine di papa Celestino.
Un corteo con i figuranti del quarto di San Pietro a Coppito e del presepe di Pianola, ma anche coi Re Magi scortati da cavalieri a cavallo.
«Dopo la "bonifica" dell'area interessata dai lavori per la realizzazione della metropolitana» ha esordito Maurizio Mastrangelo, uno dei propomotori della manifestazione, «abbiamo voluto restituire a via Roma il prestigio che merita. E lo abbiamo fatto con questa iniziativa che ripercorre idealmente il tratto di strada compiuto da Celestino V. Il tratto che unisce i due luoghi sacri che furono a lui così cari. Una strada, via Roma, intrisa di cultura e di storia, ma anche di commercio. E l'invito che vogliamo rivolgere a tutti è di tornare a scoprirne le ricchezze».
E' toccato poi a Floro Panti e a Pierino Giorgi, entrambi del Movimento celestiniano, illustrare il programma della manifestazione che servirà a raccogliere "aiuti" per la mensa dei poveri e a distribuire doni ai bambini che poco o nulla hanno ricevuto in questo Natale.
«Abbiamo raccolto con piacere l'invito a voler dare a questa rievocazione storica un senso sociale» ha detto Giorgi. «Alla manifestazione avremo anche un carro, trainato da un cavallo, sul quale chi vorrà potrà mettere viveri e fondi per la mensa dei poveri».
«La città riconquista la sua storia» ha aggiunto Panti. «E lo fa con una manifestazione che poggia su tre cardini: quello della cultura, della spiritualità e della solidarietà. Questo è il modo più bello per chiudere l'anno celestiniano». La festa finirà con la Cantata di Natale, eseguita dal coro "Concentus Serafino Aquilano", con l'esibizione degli sbandieratori aquilani e con l'offerta di vin brulé in piazza».
È stato l'assessore Luigi D'Eramo,(con lui anche il sindaco Biagio Tempesta) a confermare «il pieno appoggio dell'amministrazione comunale alla manifestazione».

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