Data: 05/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Treni, altra giornata campale. Ritardi su tutta la linea a causa di un incidente

AVEZZANO. Una tragedia sui binari è stata la causa dell'ennesima giornata di ritardi e disagi sulla linea ferroviaria Pescara-Roma. Una donna di 44 anni si è tolta la vita lanciandosi sotto un treno vicino a Guidonia e il traffico ferroviario ha subìto stravolgimenti di orario.
La donna morta era ricoverata in una clinica della zona. Il corpo è stato identificato dal fratello il quale avrebbe informato la polizia ferroviaria della circostanza che la congiunta soffriva di problemi psichici. Per i rilievi sono intervenuti gli agenti della Polfer di Roma.
L'incidente è avvenuto all'altezza del passaggio a livello di via Pantano, a Guidonia. Ancora da chiarire se la vittima stesse attraversando i binari o camminasse lungo la ferrovia quando è stata travolta dal convoglio.
I treni della mattina, quelli che transitano ad Avezzano sul presto (prima delle 8), sono riusciti a passare; gli altri, quelli che partono successivamente, sono stati bloccati a Tivoli. I pendolari sono stati fatti salire su bus sostitutivi e trasportati a Roma.
Minori disagi hanno incontrato i viaggiatori in partenza da Roma e diretti a Pescara in quanto il traffico ferroviario proveniente dal Lazio è meno intenso, in particolare all'ora in cui è avvenuto il suicidio.
In tutto sono rimasti fermi sei convogli in attesa che la linea venisse liberata e il traffico ferroviario ripristinato. In quel tratto, infatti, la linea è a binario unico. Le Ferrovie dello Stato hanno reso noto di aver attivato le corse sostitutive in attesa che, dopo il sopralluogo del magistrato, la linea ferroviaria venisse riattivata, come è avvenuto dopo alcune ore.
Per la ferrovia Roma-Pescara un'altra giornata di difficoltà, con i pendolari ormai quasi rassegnati a soffrire per l'incertezza degli orari, delusi per l'enorme quantità di promesse fatte dai politici di questo o quello schieramento su lavori di miglioramento, o addirittura di raddoppio della linea. La realtà fotografa una dimensione diametralmente opposta alla modernità. I locomotori sono antiquati e più vicini al gradimento dei collezionisti di "convogli d'epoca" che non alle esigenze di una linea che dovrebbe unire Roma all'Adriatico in maniera veloce.

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