|
ROMA. Quasi tutti i partiti, compresa l'Italia dei valori, hanno preso i finanziamenti della società Autostrade. Anche se il partito di Di Pietro in un secondo tempo li ha restituiti. Finanziamenti che peraltro non erano finalizzati ad ottenere il via libera politico al progetto di fusione con Abertis. Questa la risposta della società Autostrade a Di Pietro che ha accusato la società e il suo amministratore delegato di allora, Vito Gamberale, di aver «finanziato a pioggia tutti i partiti» prima delle elezioni per assicurarsi il consenso alla fusione. La società precisa invece che il finanziamento «fu proposto dall'allora amministratore delegato Gamberale nella riunione del Cda del 17 marzo 2006, allo scopo di contribuire alla funzione democratica dei partiti secondo le modalità previste dalla legge». E che «il finanziamento fu accettato e incassato dalla quasi totalità dei partiti, compresa l'Italia dei Valori, che tuttavia lo restituì solo in epoca successiva alla formazione del governo». Polemizza intanto con Di Pietro anche Emma Bonino per la «veemenza» con cui il ministro delle Infrastrutture si è scagliato a Bruxelles contro la progettata fusione fra Autostrade e Abertis. E in particolare per il ruvido richiamo a Frattini a fare gli interessi nazionali. «Trovo francamente sconcertanti le dichiarazioni di Di Pietro», ha detto la Bonino chiedendo che della vicenda si parli anche nel prossimo «conclave» di governo a Caserta. «I commissari non sono designati per difendere gli interessi nazionali e sorprende - ha aggiunto - che sia un ex deputato europeo ad ignorarlo». «Sono e mi considero anch'io europeo - controreplica Di Pietro - ma anche e soprattutto italiano. E difendo gli interessi del mio paese». Parliamone, aggiunge minaccioso, «anch'io ho qualcosa da dire sullo sbracamento delle nostre istituzioni rispetto all'Europa dei banchieri e faccendieri». |