Data: 06/01/2007
Testata giornalistica: L'Arena di Verona
L'incidente del 13 dicembre. Solidarietà per i colleghi morti. I sindacati dei ferrovieri offrono un'ora di paga alle famiglie Maschi e Mazzi

La richiesta a livello nazionale è stata avanzata all'Ente Ferrovie che si è detto d'accordo

Solidarietà con i macchinisti morti a Borghetto sull'Adige. L'hanno chiesta tanti colleghi all'indomani della tragica morte di Walter Mazzi e Giancarlo Maschi nell'incidente ferroviario accaduto lo scorso 13 dicembre sulla linea del Brennero. E la risposta è arrivata dalle diverse anime del sindacato dei ferrovieri, Orsa, Rsu P.dM, Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Uglf, Fast ferrovie, con la proposta di versare un'ora di paga a favore delle famiglie dei due macchinisti morti.
L'azienda delle ferrovie avrebbe già dato parere positivo. «Ora dobbiamo attendere solo la risposta ufficiale», spiega Giuseppe Poiesi, del sindacato Orsa, «ma la proposta ha subito trovato d'accordo tutte le componenti sindacali nonchè la stessa azienda. Si tratta di un gesto di solidarietà concreta nei confronti delle due famiglie che hanno perso il loro congiunto e anche un modo per puntare l'attenzione sulla vicenda che ha portato alla morte dei due colleghi».
Vicenda, fa capire Poiesi, su cui devono ancora essere chiarite tante ombre. Perchè in questo incidente si è messa in discussione la sicurezza di tanti lavoratori e anche dei passeggeri della linea del Brennero. E adesso qualcuno dovrà spiegare che cosa veramente non ha funzionato in quella drammatica alba del 13 dicembre in cui hanno perso la vita due macchinisti definiti dai loro colleghi «attenti e scrupolosi».
Il treno merci su cui viaggiavano tamponò violentemente un altro treno merci fermo sul binario all'altezza di Borghetto d'Avio, poco dopo aver oltrepassato il confine tra Veneto e Trentino. Per Mazzi e Maschi non ci fu scampo. Morirono sul colpo, schiacciati tra tonnellate di lamiere e materiale trasportato. Entrambi hanno lasciato mogli e figli in età scolare. Walter Mazzi, 51 anni, di Lugagnano, era padre di una ragazza di 14 anni. Giancarlo Maschi, 50 anni, di Colognola ai Colli, aveva a sua volta una figlia, di 25 anni. Per questo è scattata la molla della solidarietà tra ferrovieri, che si è allargata a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale.
«Abbiamo fatto richiesta al gruppo delle Ferrovie dello Stato di una sottoscrizione nazionale di un'ora di lavoro a tutti i ferrovieri», spiega Poiesi, « a sostegno dell famiglie dei nostri colleghi veronesi colpite duramente da questo terribile incidente».
La formula del dono si concretizzerà con una richiesta di autorizzazione ai ferrovieri di detrarre l'equivalente di un'ora di lavoro dalla loro busta paga di gennaio, febbraio e marzo. Un modo concreto per esprimere alle famiglie dei due macchinisti la solidarietà di centinaia di colleghi che si sono sentiti direttamente coinvolti nella tragedia che si è consumata a Borghetto d'Avio. Un dramma che sarebbe potuto accadere ovunque. Ma che, forse, si poteva evitare se qualche dispositivo di sicurezza avesse funzionato come doveva.

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