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L'Aquila. - Anche il segretario comunale può essere chiamato a rispondere di danno erariale se non ha adottato idonee misure per la conservazione di beni di notevole valore appartenenti al patrimonio del comune. E' il senso di una sentenza pubblicata dalla sezione giurisdizionale della corte dei conti per l'Abruzzo (presidente Gian Giorgio Paleologo, consigliere Marcovalerio Pozzato, relatore Silvio Benvenuto), con la quale l'ex segretario generale del comune di Chieti, Sergio Di Luca, è stato condannato al pagamento di 18 mila euro per un danno erariale derivante alle cattive modalità di custodia di due dei dieci filobus che la Regione aveva affidato all'ente comunale ma non più impiegati a seguito delta sospensione dell'esercizio filoviario. I mezzi pubblici erano stati dapprima custoditi nella rimessa di località Santa Filomena. A partire dal 2001 erano però stati lasciati all'esterno dove, privi di custodia, si erano deteriorati ed erano stati oggetto di numerosi atti vandalici. In sede di verifica, eseguita dalla guardia di Finanza, era emerso che nessun funzionario era stato preposto alla custodia dei mezzi. Soltanto con l'insediamento della nuova amministrazione comunale, l'attuale sindaco Francesco Ricci aveva provveduto a nominare un responsabile del procedimento. Sempre nel corso della stessa verifica era emerso che il comune ha sostenuto una spesa per la riparazione dei due filobus, pari ad un importo di circa 180 mila euro. La procura regionale della Corte dei conti aveva citato a giudizio anche il precedente segretario comunale, Luigi Porro, assolto dalla sezione giurisdizionale perchè cessato dall'incarico nel maggio del 2001. Durante i dieci giorni in cui era rimasto in carica, secondo i giudici amministrativi, i mezzi non potevano aver subito danni apprezzabili. Secondo la sezione giurisdizionale, tuttavia, la responsabilità non può essere ricondotta solo al segretario comunale. «A questo riguardo il col-legio ritiene - si legge nella sentenza - che vi sia stato un concorso di colpa di più soggetti: innanzitutto dei componenti la giunta comunale che adottarono le delibere nelle quali venne completamente ignorata la sorte dei filobus», anche se nessuno di questi è stato convenuto a giudizio. Com'è noto recentemente nel capoluogo teatino si è tornato a parlare a più riprese del progetto per il recupero del servizio filotranviario, soluzione che potrebbe mettere insieme l'esigenza ambientale e quella di una migliore mobilità urbana. |