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(ANSA) - ROMA - ''Io esco allo scoperto, metto le carte in tavola''. Anche per i fotografi che lo attendono Paolo Alazraki non e' un volto noto. Ha creato curiosita' nei giorni scorsi confermando che sta lavorando ad una cordata per il controllo di Alitalia. Mette le sue carte in tavola a Roma, in un albergo del centro storico, dove ha convocato i sindacati per presentare il piano industriale alla base del suo progetto per rilevare il controllo della compagnia di bandiera dal Tesoro. ''Operazione da 5 miliardi'', stima. Ma, sostiene, ''i soldi non sono un problema'': c'e' un piano ''che prevede conti in pareggio in due anni, e sviluppo'', se i sindacati sosterranno il progetto ''non sara' difficile trovare gli investitori'', se lo bocciano ''non se ne fa nulla''. ''Io sono uscito allo scoperto. Tutti dovrebbero farlo'', dice l'uomo d'affari milanese: ''Sulla privatizzazione di Alitalia girano troppe voci, si parla di nomi noti, ma nessuno conferma e nessuno smentisce: se non lo faranno chiederemo alla Consob di sospendere le contrattazioni del titolo in Borsa''. Mostra grande sicurezza Alazkravi, ma non convince i sindacati. ''Belle parole'', ''obiettivi e propositi condivisibili'', dicono dopo l'incontro, ''ma non abbiamo avuto elementi per giudicare la fattibilita' del progetto''. Alazraki non fa nomi, ma spiega che e' pronto a partire ''per un giro intorno al mondo'' per incontrare compagnie aeree, banche e fondi di investimento che hanno manifestato interesse a sostenere il progetto. ''Nessuno e' italiano'', dice. Tra le banche, ''una olandese, una americana, una canadese, una a Dubai''. Ai sindacati chiede ''una pax sindacale di almeno due anni'', e garantisce crescita anche per l'occupazione. Alla sua prima uscita pubblica come candidato alla privatizzazione di Alitalia, Alazraki riscuote piu' scetticismo che consensi, ma ha intascato la disponibilita' dei sindacati a parlarne ancora in altri incontri di approfondimento. ''Belle parole, certamente condivisibili, ma da verificare quando avremo modo di approfondire'', dice Mauro Rossi della FiltCgil. 'Siamo abbastanza lontani dal poter esprimere un giudizio di merito'', dice Claudio Genovesi, FitCisl. ''Di proposte in questi anni ne abbiamo ascoltate tante'' ma, commenta Roberto Panella, Ugl Trasporto Aereo, ''attuarle e' un'altra cosa. Bisogna verificare l'applicabilita'''. Per l'Unione Piloti, Massimo Notaro dice che ''il problema e' capire la fattibilita' del progetto e l'attendibilita' degli interlocutori''. E l'Anpac ritiene che il progetto ''seppur coraggioso ed innovativo non sia assolutamente applicabile all'attuale quadro europeo. La UilTrasporti non ha accettato l'invito, e non si e' presentata all'incontro. Bene il titolo in Borsa: Piazza Affari ha accolto con favore la notizia che la banca d'affari Rotschild sta lavorando ad una cordata. Il titolo e' salito dell'1,5% a quota 1,081 euro. Per fine settimana, o al massimo per i primi giorni della prossima, e' attesa la riunione del Cda. Sul tavolo una analisi della ''sostenibilita' del fabbisogno finanziario del gruppo per i prossimi 12 mesi'', come richiesto dalla Consob, ma anche il il piano industriale, per fare il punto oggi che lo scenario e' completamente cambiato dopo la decisione del Tesoro di cedere una quota di controllo, tra il 30,1% ed il 49,9%. I sindacati attendono che il governo risponda alla richiesta di un incontro, e confermano lo sciopero ad oltranza indetto dal 19 gennaio (non aderisce la Uil). Per giovedi' mattina sono stati convocati dalla commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici che giudica l'iniziativa irregolare. |