Data: 10/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Pescara. Giallo sulla data del referendum. Fuori tempo la consegna delle firme in municipio

PESCARA. Sono una valanga le firme per il referendum consultivo cittadino sul piano traffico, ma potrebbero servire per andare al voto solo a giugno 2008. L'articolo 39 dello Statuto comunale al comma 2 recita: «Il sindaco indice il referendum consultivo, previa deliberazione del consiglio, qualora vi sia richiesta del 5% dei cittadini elettori alla data del 31 dicembre dell'anno precedente». E il 31 dicembre scorso, visto che era domenica e gli uffici erano chiusi, il sindaco ha disposto uno sportello al comando dei vigili urbani per la ricezione delle firme. Che però non sono arrivate.
L'apertura della postazione ad hoc era stata comunicata dal comandante della polizia municipale a Luciano D'Alfonso con una nota ufficiale, «facendo seguito a quanto da lei disposto verbalmente» scrive Ernesto Grippo al sindaco, assicurando inoltre di aver provveduto ad avvertire dell'attivazione della segreteria «sino alle ore 24» la redazione di Rai Abruzzo «che lo ha reso noto durante il Tg delle 14 e a contattare telefonicamente il presidente della commissione vigilanza, il consigliere Guerino Testa, di Forza Italia, e il capogruppo consiliare di An Augusto Di Luzio». I gruppi di opposizione rappresentati da Testa e Di Luzio fanno parte del comitato referendario, dunque era stato ricordato ai promotori dell'iniziativa il termine ultimo dettato dalla normativa per la presentazione delle 5312 firme necessarie per andare alle urne entro giugno di questo anno.
Il comitato per il referendum, composto anche da associazioni di cittadini Ugl e Confcommercio, deve aver interpretato diversamente questo punto dell'articolo 39 dello Statuto, perchè la raccolta di firme è stata sì annunciata prima di Natale ma è concretamente partita il 28 dicembre. E benchè le firme piovessero a ritmo serrato sui moduli con il quesito che in sostanza chiede l'abrogazione del piano urbano del traffico, non era pensabile che la quota necessaria, il 5% di poco più di 106mila residenti con diritto di voto, venisse raggiunta in 3 giorni.
Resta il fatto che in dieci giorni il numero occorrente di firmatari è stato superato, che la raccolta continua con successo e che il comitato promotore ha già cominciato a consegnare le schede all'ufficio elettorale, controllandone la validità. Al proposito Lorenzo Sospiri consigliere provinciale di An, qualche giorno fa ha dichiarato che «il sindaco, che sempre sottolinea l'importanza della partecipazione dei cittadini alle scelte decisive per Pescara, non può non tenere conto di una così ampia adesione alla raccolta di firme». Aggiungendo che l'unico modo per evitare il referendum sarebbe stata la revisione radicale del Put, che equivarrebbe a una bocciatura, con grane non da poco per la giunta. D'Alfonso per ora fa sapere di aver aspettato invano le firme il 31 dicembre e che comunque vuole un confronto aperto con il comitato referendario.

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