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Avezzano. - Su sanità e trasporti nella Marsica il centrodestra sta scatenando una notevole bagarre contro le scelte regionali. E del resto era assolutamente prevedibile ipotizzare in tal senso una presa di posizione dell'opposizione che ieri è tornata a mettere il dito sulla piaga riguardante i servizi offerti sulla linea Pescara-Roma. «Trenitalia affianco all'annunciata campagna anti-evasione, che inizierà il 16 gennaio prossimo sui convogli regionali abruzzesi, pratichi anche una campagna anti-ritardi, soprattutto sulla tratta ferroviaria Roma-Pescara e preveda rimborsi per quei ritardi che superino i 30 minuti». Lo dichiara il segretario regionale abruzzese della Democrazia cristiana per le Autonomie, nonchè capogruppo in commissione Trasporti alla Camera, Giampiero Catone. «Ogni giorno in quella tratta - aggiunge Catone - per centinaia di lavoratori pendolari abruzzesi è un'odissea arrivare a destinazione. Lo scorso 2 agosto nell'interrogazione a risposta immediata alla Camera (atto camera 3-00184), la Dc presentò un'interrogazione al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi volta a risolvere l'ormai quotidiano problema, sollecitando un intervento presso Trenitalia per un miglioramento concreto del servizio in tale tratta. Da allora, dopo ampie rassicurazioni, nulla è cambiato, se non l'aumento delle tariffe. Tempo fa - conclude Catone - si dava più risalto al problema specie in campagna elettorale, che ha visto come viaggiatori autorevoli esponenti politici, oggi presidenti di importanti enti, che si erano impegnati pubblicamente a risolvere il problema. Presidenti che oggi, invece, viaggiano molto lontano da quei treni». Un breve commento: certamente non è possibile ignorare denunce fondate che si inquadrano in una situazione ancor più grave che è bene far tornare alla mente di tutti. Utenti, associazioni dei consumatori e coloro che a suo tempo firmarono i ricorsi, enti compresi, non devono dimenticare che a fronte di un servizio ferroviario che non funziona sono state annullate le decisioni del Tar che ridimensionavano i rincari autostradali. Che a loro volta da quindici giorni sono stati rilanciati. Una situazione insostenibile, questa, alla quale andrebbe fornita una soluzione politica. «Sarebbe il caso che le associazioni dei consumatori o la Regione stessa fornissero i dati riguardanti lo stato dei ricorsi dal punto di vista giuridico amministrativo - scrivono i pendolari in un lungo ed articolato documento che reca in calce parecchie firme - anche alla luce del fatto che dopo i pronunciamenti del Tar alcuni politici regionali sostennero che non fosse possibile abbassare la guardia. Qualcuno si meravigliò anche che dopo la vittoria al Tar la Regione volesse concordare una pace con Autostrada dei Parchi. Pace voleva significare archiviazione del problema?». |