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PESCARA. Ottaviano Del Turco taglia corto: «Non so nulla di queste cose e di più non dirò». Ma la crisi tra il presidente della Regione e il maggiore partito della coalizione, i Ds, c'è tutta. Tanto è vero che Piero Fassino sarà a Pescara mercoledì prossimo anche per discutere di questo. Per evitare che nella slabbrata maggioranza nazionale si apra anche un caso Abruzzo, con le amministrative imminenti e con un congresso Ds, ad aprile, che sarà tutt'altro che rituale. Intanto ci pensa il sottosegretario Giovanni Lolli, nell'intervista di lato, a preparare il terreno. Il punto massimo di tensione si è raggiunto quando Del Turco qualche giorno fa ha scritto a Fassino per lamentarsi del vicepresidente Enrico Paolini. Alla lettera è seguita una telefonata tra il segretario dei Ds e il governatore. Un colloquio, sembra, non proprio disteso, durante il quale Fassino ha difeso senza mezzi termini Paolini. Di cosa si lamentava Del Turco? Al presidente non era piaciuta la lettera che il suo assessore aveva spedito al direttore dell'Agenzia Sanitaria Francesco Di Stanislao. Nella lettera il vicepresidente della giunta notava che nella trascrizione degli emendamenti al piano di riordino sanitario approvato in giunta si erano verificati «errori materiali» che avrebbero vanificato alcune delle misure volute dai Ds. In particolare era stata trascritta in maniera errata quella norma che stabilisce che i tagli alle prestazioni delle cliniche private tengano conto, nella misura del 30%, anche del comportamento delle cliniche rispetto all'appropriatezza dei ricoveri e delle prestazioni. Un criterio invocato anche dall'Aiop, l'associazione delle case di cura private, che attraverso il suo presidente Luigi Pierangeli, ha lamentato a più riprese il comportamento «non appropriato» di alcune cliniche non iscritte all'associazione. La lettera di Paolini tornava su un questione sulla quale la Quercia si sta spendendo da settimane. I Ds hanno fatto riscrivere per tre volte all'assessore Bernardo Mazzocca la bozza del piano di riordino della rete ospedaliera. Poi, nella riunione di maggioranza del 9 gennaio all'Aquila, quella che ha preceduto l'approvazione in giunta del piano, i Ds hanno imposto, assieme a Rifondazione comunista, 14 emendamenti che hanno introdotto sensibili modifiche al testo. In quell'occasione Del Turco minacciò le dimissioni. Paolini minacciò a sua volta di portare in giunta gli emendamenti e di farli passare comunque, visto che in giunta Ds e Rifondazione sono maggioranza. E i Ds posero anche il veto sul candidato di Mazzocca alla direzione della Asl di Pescara, Giovanni Visci, imponendo la scelta di un tecnico esterno come Antonio Balestrino (questa volta Rifondazione se ne dispiacque). Alla riunione successiva con i sindaci delle aree interne che protestavano contro i tagli dei posti letto, con Mazzocca, Del Turco e Di Stanislao si presentò anche Paolini. E Paolini era anche a Pescara alla presentazione del manager Asl. Una presenza per nulla casuale. Sedendo accanto al suo presidente Paolini affermava la volontà dei Ds di essere presenti in tutte le scelte che la maggioranza di governo farà in materia di sanità. Certamente non si arriverà alla rottura della coalizione: Del Turco ha evitato in questi giorni polemiche pubbliche. E presto il gioco cambierà sede. Il piano di riordino arriverà a giorni in Consiglio, in Commissione sanità, dove alla presidenza c'è Antonella Bosco, la diessina alla quale si deve materialmente la stesura della maggior parte degli emendamenti della Quercia. Non mancheranno sorprese. |