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Il ministro Damiano: non alzeremo l'età per andare in pensione Escluso l'intervento sul divario uomini-donne ROMA. Non solo le pensioni. E' durata due ore la cena a Palazzo Chigi tra governo e sindacati, per definire l'agenda dei temi da affrontare. «Un primo incontro per impostare il metodo di lavoro: si è parlato di tutto, dai problemi dello sviluppo e della crescita alle pensioni», ha detto il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. «S'è parlato di metodo» ma non si sono affrontate questioni di merito. Ha confermato il segretario della Cgil Epifani. Alla domanda se il clima era positivo, il leader sindacale ha risposto che si è trattato di un «clima di lavoro. Le pensioni faranno parte del confronto. Non abbiamo parlato di merito», ha sottolineato Epifani che, prima dell'incontro, aveva detto al Tg1 che il sindacato si preparava a chiedere l'abolizione dello scalone. Nel pomeriggio, il ministro del Lavoro, Damiano, intervenendo alla trasmissione Domenica in, aveva assicurato: «Non alzeremo l'età pensionabile». Governo e sindacati, insomma, concordano sul metodo da seguire per lavorare su crescita, welfare e pensioni e pubblica amministrazione. Questo il punto fatto a Palazzo Chigi nel corso della cena di lavoro, con menù a base di riso e carne, che il premier Romano Prodi ha offerto ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti, presenti i suoi vice, D'Alema e Rutelli, e diversi ministri, tra cui Padoa-Schioppa, Santagata, Bersani, Ferrero e Damiano. E' stata una riunione relativamente breve, nel corso della quale è stata decisa la costituzione di tre tavoli di lavoro che saranno operativi tra una decina di giorni. L'esecutivo ne parlerà anche con Confindustria. L'obiettivo, si sottolinea in ambienti di palazzo Chigi, è quello di partire seguendo il filo conduttore individuato al seminario di Caserta, lavorando con «serenità», senza scossoni, per ragiungere quei risultati indispensabili a dare «competitività» al paese. Dunque, nessun riferimento al merito, ma solo la ricerca di un «metodo condiviso», come base di partenza di una «concertazione a 360 gradi» fortemente voluta dal governo. E qualche battuta, solo un accenno, alla necessità di intervenire sui coefficenti di trasformazione del montante contributivo per le pensioni. «Questi coefficenti - ha detto il premier ai suoi interlocutori - sono previsti dalla legge Dini, non li possiamo far sparire». I leader sindacali hanno apprezzato questo metodo di lavoro, rendendo noto che Romano Prodi si è subito dimostrato disponibile a parlare non solo di welfare ma anche di crescita e publica amministrazione. «Stasera ci è sembrato che ci fosse un'unica voce- ha spiegato il segreatrio della Cisl, Bonanni-, le indicazioni sono ancora generiche. Quando il governo farà proposte concrete verificheremo se ci sarà ancora una posizione unitaria». Governo e sindacati hanno fatto un ragionamento a tutto tondo facendo riferimento anche alla prossima scadenza del pacchetto delle liberalizzazioni. E il presidente del Consiglio ha confermato l'accelerazione che porterà, in settimana, molto probabilmente nel Cdm di giovedì 25 gennaio, al varo delle prime misure. saranno frutto, come tutte le altre questioni sul tappeto, della «doppia concertazione», quella all'interno dell'Esecutivo e quella con tutte le forze sociali e produttive. Sarà Prodi a fare la «sintesi» di questo lavoro corale il cui risultato - ha spiegato il professore - sarà merito di tutti e non di un singolo ministro o di una singola categoria. Il pacchetto di liberalizzazioni che il governo sta definendo, lavorando «di cesello» sulla'lenzuolata' di Bersani, conterrà una serie di «sorprese positive» per i cittadini- si rileva ancora a Palazzo Chigi - a partire dalla semplificazione delle procedure per la creazione di nuove imprese, semplificazione che si aggiungerà, a fine gennaio, alle prime novità nella busta paga di molti italiani. E ciò- ha ancora spiegato il premier - grazie ai primi effetti positivi della finanziaaria approvata dicembre. Sullo sfondo, l'iter parlamentare della'lenzuolata' che potrebbe essere favorito, sempre nell'ottica della concertazione a tutto campo, dalla costituzione di una sorta di'bicamerale', una sorta di camera di compensazione dove maggioranza, opposizione e governo potranno discutere e migliorare il progetto in corso d'opera. |