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ROMA - Si è parlato "solo del metodo", ma i sindacati parlano di "clima tranquillo" e di soddisfazione per "l'avvio di un patto sociale sulle questioni economiche e sociali". E, soprattutto, della disponibilità del governo a mettere in primo piano, come punto di partenza, la crescita.
E' durata due ore la cena a Palazzo Chigi tra governo e sindacati, per definire l'agenda dei temi da affrontare. "Un primo incontro per impostare il metodo di lavoro: si è parlato di tutto, dai problemi dello sviluppo e della crescita alle pensioni", ha detto il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero.
"S'è parlato di metodo" ma non si sono affrontate questioni di merito. Ha confermato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Intendiamo andare a questo confronto. Le pensioni faranno parte del confronto".
La valutazione dei leader sindacali è unanime: "Non dovevamo dire 'siamo d'accordo oppure siamo contrari', però siamo soddisfatti perchè con il governo è stato predisposto il metodo del confronto per un patto sociale su tre temi, sviluppo e crescita, welfare e pubblico impiego.
Tra una decina di giorni, dunque, partiranno tre tavoli di confronto distinti: uno, su sviluppo e crescita, un secondo sull'welfare ed un terzo su pubblico impiego e contratti di lavoro. Nell'ambito del tavolo sull'welfare si discuterà, oltre che di riforma del mercato del lavoro, anche di pensioni.
Secondo indiscrezioni da fonti sindacali, sulle pensioni il Professore avrebbe però insistito sui coefficienti "previsti dalla legge Dini" e che "non si possono far sparire". Quanto allo scalone (il passaggio da 57 a 60 anni per l'età necessaria alla pensione di anzianità a partire dal 2008 in presenza di 35 anni di contributi, ndr) il presidente del Consiglio ha sottolineato che si tratta di un'eredità del precedente governo, non buona ma un elemento con cui fare i conti.
Alla riunione, oltre a Prodi, hanno partecipato anche i vice presidenti Massimo D'Alema e Francesco Rutelli il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, quello dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, quello del Lavoro, Cesare Damiano, quello della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero e il ministro per l'Attuazione del Programma Giulio Santagata. Per Cgil, Cisl e Uil i segretari generali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Intanto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, intervenendo alla trasmissione Domenica in, ha assicurato, "Non alzeremo l'età pensionabile, vorrei da ministro, scendere sotto i sessant'anni". Damiano si è poi soffermato sulla necessità di intervenire attraverso gli ammortizzatori sociali: "Propongo nuovi ammortizzatori e il miglioramento delle garanzie di cui hanno bisogno tutti i cittadini". Particolare attenzione, secondo il ministro, meritano tre figure: le donne, gli studenti appena entrati nel mondo del lavoro e le persone che perdono il lavoro dopo i cinquant'anni. "Persone che - aggiunge - meritano maggiori tutele". |