Data: 26/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Stazione dei pendolari deturpata dalle scritte. I vandali colpiscono le nuove opere. La rabbia di D'Alfonso: «Resto senza parole»

Panchine, vetri e bacheche dello scalo di San Marco imbrattati per la seconda volta

PESCARA. Devastata due volte in tre mesi. I vandali sono tornati. Non danno tregua alla città e alla nuova stazione di San Marco, creata in via Aldo Moro, nella periferia che vuol rinascere, per accogliere i pendolari di dodici treni. Questa volta la stazione è stata imbrattata con decine di scritte fatte con lo spray. Il sindaco, Luciano D'Alfonso, resta ammutolito di fronte alla notizia. Lui che da tre anni di danna l'anima per cercare di spiegare ai pescaresi che ciascuna opera pubblica, ciascun lavoro nuovo, ogni parco inaugurato e qualsiasi piazza oppure strada rifatte, diventano di proprietà di ogni cittadino. «E' come se presi da un raptus di inciviltà decidessimo, all'improvviso, di distruggere casa nostra», commenta il sindaco.
Sul muro di cemento della stazione, scritte d'amore a caratteri cubitali e disegni: «Piccolo fiore» e «Io e te tre metri sopra il cielo». Sulla scalinata che porta al binario, un messaggio lasciato con la bomboletta spray e ripetuto quattro volte: «Auguri». Leggere l'orario dei treni è impossibile: «4C», è scritto sul vetro della bacheca con la vernice nera. Così Pescara San Marco torna nel mirino di vandali e writer. La stazione nuova, snodo strategico attraversato da nuovi treni per Chieti, Teramo e Sulmona, sembra all'abbandono. Uno scalo fantasma. L'ascensore? Non funziona. Gli altoparlanti? Muti. La striscia gialla che, per ragioni di sicurezza, è vietato attraversare è sempre più sbiadita. Il 20 febbraio scorso, quando si fermò il primo treno, c'era già qualche scritta con un pennarello sulle pareti. Adesso i pannelli in plexiglass sono pieni di vernice nera, viola e fucsia. Pescara San Marco, sempre aperta, anche se di notte l'orario non prevede il passaggio e la fermata di treni locali, è preda facile per vandali e graffitari.
Sul muro di cemento che porta alla scalinata d'ingresso, balza subito agli occhi una scritta, «J 6 importante...x me...x sempre», ancora più grande dell'insegna della stazione con il logo di Rfi. «Piccolo fiore», è un altro messaggio d'amore lasciato sul muro. «Il mio cuore nelle tue mani è come un tesoro nella cassaforte», è scritto con la bomboletta spray su una ventina di metri di cemento per metà coperti dalle erbacce. Chi imbocca la scalinata d'accesso si ritrova in un tunnel di plexiglass invaso da segni e sigle: «4C», è la firma più ricorrente, quella che si incrocia anche in altre zone di Pescara. Sulle scale, anche un messaggio di buon compleanno: «Auguri».
Passare per le scale è obbligatorio. Qualcuno si ostina a premere il pulsante ma l'ascensore non arriva mai e non c'è nessun cartello per gli utenti. La stazione, quindi, è ancora fuori dalla portata dei disabili.
Chi vuole consultare l'orario arrivi e partenze sulla bacheca, con la luce al neon accesa anche di giorno, deve lasciare perdere perché la vernice copre tutto. Anche le panchine nuove sono piene di scritte: «Che dici ce la facciamo una partitella? Io gioco solo se mi marchi!». Il writer la pensa così.

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