Data: 23/01/2007
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Cisl, la direttiva Cipe mette a rischio circa 3.000 posti di lavoro

(ANSA) - ROMA - I meccanismi che determinano l'adeguamento tariffario; gli investimenti ed il destino delle societa' collegate che eseguono in house i lavori delle concessionarie e che occupano circa 3.000 lavoratori, posti di lavoro che verrebbero messi fortemente a rischio con le nuove regole. Sono questi i tre punti che preoccupano maggiormente i sindacati rispetto ai contenuti della direttiva Cipe che da' attuazione alla nuova disciplina in materia di concessioni autostradali. E sono questi i punti da approfondire ai tavoli tecnici chiesti al governo da Cgil, Cisl e Uil e che dovrebbero essere convocati la settimana prossima, presso il ministero delle Infrastrutture. Due i temi, relativi a concessioni e appalti. ''C'e' il rischio - dice Giorgio Santini, segretario confederale Cisl - di una paralisi degli investimenti, presenti e futuri. Nella nuova disciplina vi e' una variabilita' del meccanismo tariffario molto forte che andrebbe temperata. Le societa' da parte loro devono poter avere un quadro di certezze per gestire e programmare, senza fare extraprofitti. Bene ha fatto il governo - prosegue Santini - a voler vedere chiaro sugli extraprofitti e sugli automatismi delle convenzioni ma ora il dialogo tra governo e societa' concessionarie e' bloccato, noi vogliamo che riprendano a parlarsi, si deve trovare un punto di equilibrio. La situazione sta precipitando e non si fanno le nuove aggiudicazioni''. Per quanto riguarda gli appalti, i sindacati temono che l'obbligo della messa a gara dei lavori di manutenzione e pavimentazione, oggi svolti in house da tre societa' - Pavimental e Spea del gruppo Autostrade, Itinera del gruppo Gavio - abbia conseguenze sui livelli occupazionali, in particolare sui 3.000 lavoratori circa impiegati dalle tre societa'

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