Data: 23/01/2007
Testata giornalistica: Il Centro
L'Air France si ritira dalla corsa per Alitalia. Il vettore franco-olandese non dovrebbe fare offerte, ma se interverrà Lufthansa ci ripenserà. Bersani: qualcuno parteciperà

«Troppi paletti nella gara». Il titolo accusa pesanti perdite a Piazza Affari

MILANO. Pesante ribasso del titolo Alitalia in Borsa sulle voci che arrivano da Parigi e che vogliono Air France in ritirata davanti all'offerta del governo italiano di vendere la compagnia. Le azioni sono arrivate a perdere quasi il 5% e solo nel pomeriggio hanno recuperato posizioni, per attestarsi a 1,039 euro, in calo dell'1,98% rispetto a venerdì. Gli scambi sono stati molto intensi. Le valutazioni degli operatori sono state influenzate da quanto scritto dal quotidiano francese "La Tribune".
Secondo il giornale, Air France si sarebbe fatta dissuadere dal prezzo e dalle condizioni poste dal governo italiano. Il gruppo franco-olandese (Air France si è fusa con Klm) potrebbe tuttavia cambiare opinione se la compagnia concorrente Lufthansa dovesse decidere di presentare manifestazioni di interesse. Un'altra strada, secondo il quotidiano, è questa: Air France potrebbe essere sollecitata da un candidato che, avendo risposto all'offerta, abbia bisogno di un partner industriale. In Piazza Affari, comunque, alcuni analisti ritengono che potrebbero partecipare all'affare il fondo Management&Capitali, creato da Carlo De Benedetti e, inoltre, una cordata che l'uomo d'affari Paolo Alazraki sta cercando di organizzare. Infine ci sarebbe una cordata, organizzata da Rothschild Bank insieme a due fondi americani di private equity e le compagnie italiane Air One (partecipata da Lufthansa) e Meridiana. La notizia del possibile rifiuto di Parigi è subito arrivata in Italia ed è stata girata al ministro dello sviluppo economico, Bersani. «Adesso vediamo - è stata la risposta - vediamo il 29 gennaio se non la vuole nessuno. Credo che qualcuno ci sarà».
Intanto il mondo politico discute sulle dimissioni di Spinetta, presidente di Air France, dal cda di Alitalia. Il governo italiano sapeva in anticipo, oppure no, delle intenzioni di Spinetta di lasciare il suo posto di consigliere in Alitalia (facendo decadere l'intero consiglio in un momento così particolare per la compagnia)? «No - dicono al Tesoro - le dimissioni ci sono state comunicate solo la sera precedente, vale a dire il 16 gennaio». «La mia decisione di dimettermi è di dicembre - spiega Spinetta - e dopo l'ho comunicato al governo italiano. Mi è stato richiesto di soprassedere a questa decisione fino a quando non fosse stata fatta una valutazione giuridica delle conseguenze che poteva provocare. Cosa che ho subito accolto». Il 13 gennaio, poi, il presidente di Alitalia mi ha chiesto di mandargli le mie dimissioni il più rapidamente possibile e il 16 mi sono dimesso. Il momento è stato quindi scelto dalle competenti autorità italiane».
«Sulle dimissioni di Spinetta serve un chiarimento - dice il senatore Paolo Brutti (Ds) - perché in totale leggerezza si è lasciato che due membri del cda di Alitalia si dimettessero in rapida successione senza valutare le difficoltà in cui si sarebbe trovato il consiglio d'amministrazione della compagnia». Forza Italia, invece, chiede l'intervento della Consob.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it