|
Boschetti (Dl): sarà uno stimolo per lavorare meglio Amicone (Udc): ora dovremo essere più efficienti L'AQUILA. «Abbiamo applicato una legge nazionale». Non aggiunge altro il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, sull'aumento delle indennità dei consiglieri regionali in carica ed in pensione, scattato per effetto di una norma nazionale del 1965 che adegua i compensi dei parlamentari a quelli degli alti magistrati. Roselli dunque non entra nel merito. Ma devono farlo per forza gli uffici del Consiglio impegnati nel non facile compito di rastrellare il milione di euro circa che ora manca all'appello. Gli aumenti in media variano da 4mila a 5mila euro all'anno per ogni consigliere regionale. La cosa certa, anche confermata dagli uffici del Consiglio regionale - è che nei prossimi giorni partirà una richiesta alla Giunta regionale per chiedere il milione di euro (circa 450mila per il 2006 ed altrettanti per il 2007) in modo da adeguare il Bilancio del Consiglio «che è derivato e quindi non può far fronte ad imprevisti». Sono indubbie le difficoltà per individuare la copertura finanziaria ad un aumento comunicato solo il 29 dicembre scorso dalla Camera dei Deputati al presidente del Consiglio regionale e non iscritto in Bilancio perché l'assemblea regionale l'aveva approvato prima di Natale. Per i 450mila euro degli arretrati probabilmente si attingerà al fondo di riserva dove si attinge per gli imprevisti e le spese obbligatorie. Per la copertura del 2007 potrebbe servire una variazione di bilancio. Per ora gli uffici hanno aggiornato i compensi. Le reazioni? Più o meno dello stesso tenore in seno alla maggioranza di centrosinistra e alla minoranza di centrodestra. Il consigliere della Margherita Antonio Boschetti: «Deve essere uno sprone a lavorare ancora meglio. Sia pure automatico, l'aumento ci deve indurre a migliorare la nostra azione rispetto a quanto stiamo facendo». Il capogruppo dell'Udc, Mario Amicone si augura «che a questo aumento automatico corrisponda un impegno ed una efficienza maggiore, e che si ponga fine alla mancanza del numero legale causato dalla maggioranza, al rinvio continuo e alle altre situazioni che di fatto stanno bloccando sia la discussione, sia i risultati concreti che la collettività attende». |