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ROMA. Alle 18,30 di ieri sera il primo giro di valzer si è chiuso. Undici plichi sono stati consegnati agli uomini del Gruppo Alitalia, una task force costituita da Merrill Lynch su nomina del governo per vendere al miglior offerente il 49,9 per cento di Alitalia o almeno parte di esso (minimo il 30,1). Undici pretendenti che potrebbero non restare tali. A eccezione di Fabio Caccia, professore ciociaro determinato a diffondere al mondo il suo sapere in materia. A parte la scrematura di consulenti finanziari e avvocati, il bando non esclude matrimoni fra pretendenti, nuovi concorrenti, allargamenti di cordate. La presentazione delle manifestazioni di interesse, insomma, ha tutt'altro che chiuso la faccenda. Nell'elenco diffuso dal Tesoro, almeno fra i grossi nomi, poche le sorprese. Spiccano AP Holding, la società di partecipazione di Carlo Toto, patron di Air One, partner italiano di Lufthansa; Management e Capitali, società di investimento partorità dalla testa di Carlo De Benedetti alla quale partecipano molti imprenditori e gruppi finanziari, da Diego Della Valle a Nerio Alessandri di Tecnogym; Unicredit Banca Mobiliare, la merchant bank del gruppo guidato da Alessandro Profumo, determinata a mettere insieme una cordata per il 30,1 per cento del capitale di Alitalia. Molti e potenti gli stranieri. In corsa la banca d'affari Texas Pacific Group specializzata in acquisizioni, ristrutturazioni e risanamenti di compagnie aeree. Hanno presentato un'offerta per la totalità della quota in vendita e in passato si sono occupati di Continental, Ryanair e Quantas. In Italia li rappresenta Davide Croff, presidente della Biennale di Venezia, ex amministratore delegato di Bnl, defenestrato da Luigi Abete qualche anno fa. Affollata la pattuglia dei fondi di private equity. Ci sono Terra Firma Investiments, nato da una costola del gruppo finanziario giapponese Nomura e MatlilPatterson Global Adviser, che gestisce 2,2 miliardi di dollari. Altri compaiono nella cordata messa insieme da Carlo De Benedetti: si tratta di Goldman Sachs, e del fondo Cerberus e dell'ELQ Investors. Con Management and Capitali anche una vecchia conoscenza dell'impresa aeronautica privata italiana, Alcide Leali, ex patron di Air Dolomiti. Leali è nel raggruppamento attraverso la società Lefinalc Spa e vanta il merito di aver venduto la sua compagnia aerea alla Lufthansa senza un centesimo di dissesto. E' mancata, fra le offerte, quella di Air France-Klm, indicate per molto tempo come la salvezza di Alitalia. La compagnia franco olandese è stata più volte in passato vicina ad acquisire Alitalia. Stavolta si è tenuta alla larga, anche se non rinnega l'esperienza di partnership in Skyteam. Air France -Klm ha infatti manifestato «la volontà di continuare e sviluppare la partnership» con Alitalia. Così è scritto in un comunicato nel quale si spiegano le ragioni dell'astensione dalla manifestazione di interesse. Air France non ha mai nascosto di considerare troppo onerosi i vincoli e i termini del bando. E visto che per entrare in gara c'è sempre tempo, si vocifera di una possibilità di riaffacciarsi attraverso Unicredito banca mobiliare. E' il bando stesso che da tempo per riflettere ad Air France-Klm quando recita che «l'invito e la ricezione delle manifestazioni di interesse non comportano per il ministero alcun obbligo o impegno di vendita nei confronti dei soggetti interessati all'acquisto né, per questi ultimi, alcun diritto a qualsivoglia prestazione da parte del ministero stesso». Come dire, una cosa è il fidanzamento, un'altra il matrimonio. |