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L'AQUILA. Via Roma non verrà riaperta al transito delle auto. L'ufficio tecnico del Comune ha bocciato la proposta dell'assessore al traffico, Stefano Vittorini: «La strada è ancora un cantiere», sostiene il responsabile del procedimento, Mario Di Gregorio, «un'area consegnata alla ditta che sta eseguendo i lavori della metropolitana. Quindi, al momento non disponibile». Il Comune, stando alle valutazioni dell'ufficio tecnico, non può decidere autonomamente di riaprire la parte alta di via Roma, quella ancora interessata dai lavori per i sottoservizi - reti idriche e fognarie - e per la posa dei binari della tranvia. E' indispensabile l'assenso della ditta appaltatrice, la Cgrt. L'assessore Vittorini, accogliendo le richieste dei residenti e dei commercianti della zona, nei giorni scorsi si era pronunciato a favore del transito delle auto in via Roma, anche per decongestionare il traffico nelle aree limitrofe e su via XX Settembre. Un provvedimento «condizionato» al parere positivo dell'ufficio competente, a cui lo stesso Vittorini aveva chiesto una relazione tecnica per valutare eventuale rischi legati al provvedimento. «Via Roma è ancora interessata dai lavori, anche se ora il cantiere è fermo», precisa l'ingegnere Di Gregorio. «L'amministrazione ha consegnato l'intera area alla ditta: il cantiere è nella disponibilità dell'impresa, che deve dare l'assenso alla riapertura al transito delle auto. In caso di incidente, infatti, la responsabilità civile e penale ricadrebbe interamente sull'impresa». Un ostacolo evidente alla riapertura della storica via. Intanto, il Comune sta lavorando per raggiungere un'intesa con la ditta appaltatrice sui debiti derivanti dalla gestione della metro, una volta in funzione: «Porteremo in contraddittorio con la Cgrt le modifiche alla convenzione approvata in base alla delibera di giunta (506), per adeguarci alle indicazioni della Commissione europea su eventuali debiti derivanti dalla gestione della metro», chiarisce Di Gregorio. «L'intento è arrivare a una definizione bonaria e risolvere in breve tempo il contenzioso con la ditta che sta eseguendo l'opera». Il tutto per evitare, dunque, l'iscrizione di nuove riserve che andrebbero ad aggiungersi a quelle già avanzate dalla Cgrt. Si trattava di 7 milioni di euro, poi ridotti - attraverso l'operato di una commissione chiamata a stabilire la congruità della somma richiesta - a 3 milioni e 700 mila. Quanto al diniego espresso dalla Soprintendenza sui lavori per la realizzazione dei sottoservizi, l'amministrazione ribadisce: «Non abbiamo ancora ricevuto l'avviso. Inoltreremo il tutto all'ufficio legale del Comune», conclude Di Gregorio, «che valuterà l'opportunità di presentare ricorso al Tar». |