Data: 01/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Le cinque grandi opere/4 - Fondovalle Sangro. Galleria di mezzo chilometro per eliminare curve pericolose

BOMBA. Via il ponte crollato un mese dopo l'inaugurazione ma via, soprattutto, quelle doppie curve strozzate che in più occasioni hanno seminato morte e dolore. Una galleria, sulla fondovalle Sangro, sostituirà il viadotto Barche, in uno dei tratti più pericolosi per la viabilità sulla strada a scorrimento veloce. Il progetto è stato elaborato tre anni fa dall'ingegnere Ugo Vizioli. La somma che il ministero per le Infrastrutture ha messo a disposizione, ammonta a poco più di 61 milioni di euro.
L'abbattimento di ciò che doveva essere il "vero" viadotto Barche, metterà fine a una lunga polemica iniziata all'indomani del crollo del ponte, appena un mese dopo l'inaugurazione, a febbraio 1973. Le ragioni del crollo vennero addebitate alla fragilità del terreno e probabilmente anche alla mancanza di approfondimenti geologici. La zona che costeggia il Sangro e il suo lago, infatti, è franosa. Di fronte al cedimento del viadotto, si preferì ricorrere a una variante al tracciato originario dal quale scaturì la doppia curva tutt'ora percorsa dal traffico, soprattutto pesante, diretto alla zona del medio Sangro (Quadri) o verso la costa frentana.
Cinque anni fa, l'Anas, sotto la spinta della Provincia e della Comunità montana di Villa Santa Maria, riaprì la questione prevedendo il possibile recupero del ponte. Il progettista incaricato, però, dopo un accurato sopralluogo, sostenne che il ripristino dell'opera sarebbe costato tre volte la spesa per la nuova variante, facendo comunque restare in piedi i rischi legati alla natura del terreno franoso.
«Con i fondi oggi stanziati», dice l'ingegner Vizioli, «realizzeremo una galleria lunga un chilometro e venti metri dalla parte del monte e che inizia molto prima dell'attuale viadotto. La parte terminale del tunnel, nella direzione mare-monti, avrà uno sbocco a raso e non saranno creati altri viadotti. La zona è pericolosa dal punto di vista del dissesto idrogeologico e quindi bisogna realizzare qualcosa di leggero». L'abbattimento del vecchio ponte spetterebbe alla Provincia

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