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Il molo di levante è interrato. Padovano: vanno eliminati 20 mila metri cubi di fanghi PESCARA. Corsa contro il tempo per l'arrivo della Ivan Zajc, la nave che dal 27 marzo tornerà a collegare Pescara alla città croata di Spalato, quest'anno per tre volte a settimana. A due mesi dal primo viaggio, il molo di levante è interrato: sul fondale si sono accumulati 70 centimetri di fanghi, un totale di 20 mila metri cubi che dovranno essere eliminati per consentire l'appprodo dell'imbarcazione. I soldi ci sono: 600 mila euro, stanziati dalla giunta regionale a fine maggio e rimasti fermi per l'arrivo della stagione estiva presso il consorzio Asi Val Pescara. «Un altro milione di euro» annuncia l'assessore al Mare Riccardo Padovano, «dovrebbe arrivare dalla Regione nell'ambito dei fondi destinati ogni anno alla manutenzione dei porti abruzzesi». L'obiettivo è fare in fretta per riuscire ad arrivare al 14 febbraio, data in cui al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture si terrà un tavolo tecnico, con un progetto realizzabile. Del dragaggio si è discusso ieri mattina, nella sede della Guardia costiera, nel corso di un incontro a cui hanno preso parte, con Padovano, l'assessore ai Lavori pubblici Armando Mancini, il presidente della Camera di commercio Ezio Ardizzi, e i rappresentanti di Capitaneria di porto, Arta, delle società Samar e Ranalli e del Sit (quello che un tempo era il servizio delle Opere marittime). Non è solo il molo di levante a richiedere interventi, ha spiegato Padovano: «È necessario anche escavare circa 30 mila metri cubi dal porto canale, ma il nostro obiettivo è dragare anche altri 100 mila metri cubi, fino al ponte dell'asse attrezzato, visto che i dati Arta attestano che i fanghi non sono altamente inquinanti e quindi non è necessario attivare le procedure d'emergenza». Giovedì 8 febbraio è previsto un nuovo incontro per mettere a punto il progetto: «Il 27 marzo è previsto un incontro internazionale alla Camera di commercio» conclude Padovano. «Entro quella data, a almeno per la prima settimana di aprile, vorremmo partire». |