Data: 02/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Biglietti del bus introvabili per i pendolari. Castel di Sangro, posti insufficienti nei festivi e difficoltà con le prenotazioni

CASTEL DI SANGRO. Poche corse per Roma, biglietterie (una) chiusa di frequente. Quando c'è il giorno festivo "Schiappa" garantisce solo un bus di pomeriggio. Le corse più affollate? Sempre senza bis. E succede che qualcuno viene lasciato a terra anche se c'è un posto libero. Perché il computer dice che è prenotato. Si tratta di una vera e propria odissea per i pendolari della zona dell'Alto Sangro, tra ricerca di biglietti e improbabili coincidenze.
La domenica, per chi deve tornare per lavoro o per studio, c'è un solo autobus che da Castel di Sangro va a Roma, alle 17.20. Non ci sono da Roma per Castel di Sangro. La biglietteria non funziona nei festivi né il sabato pomeriggio, e molti lamentano «di aver trovato chiuso anche nei feriali», come Antonio B., studente universitario. Ne esiste un'altra, che è un bar di Roccaraso, ma non riesce a soddisfare utenti di tanti comuni e turisti. In tutti gli altri centri, da Pescocostanzo a Roccapia, e in quasi tutti i paesi del Sagittario, non esistono rivendite di biglietti, Sulmona al contrario ne ha 5. Non si ha possibilità di prenotare per telefono, né avere informazioni, perché non esiste un numero verde cui rivolgersi. Ne sanno qualcosa studenti e lavoratori che alcuni giorni fa sono rimasti appiedati a Roma, perché l'autobus delle 17.50 era stracolmo, e senza bis. «Accade quasi tutti i venerdì sera», dicono, «e anche quando si torna lo stesso giorno con il pullman che parte alle 15 da Roma». Gli ultimi a segnalare gli ennesimi disagi in ordine di tempo. Proteste si registrano anche per l'annuncio «"dimenticato" di attivazione del servizio prenotazione on line. Doveva partire a gennaio, ora l'azienda fa sapere sul sito, di attivarlo a febbraio.
Nei piccoli centri non c'è Adsl, spesso manca anche il computer. «Basterebbe un numero verde o una segreteria telefonica abilitata alla prenotazione di biglietti», sbotta Cristiano Biasella di Castello, mentre denuncia la sua disavventura: dopo tre ore di fila, è rimasto appiedato a Roma dall'ultima corsa del venerdì. L'autobus aveva posti vuoti ma dalla lista risultavano dei prenotati

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