Data: 28/04/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Autostrade, muovono Procura e Anas. L'ente si affida a quattro saggi per valutare il rispetto degli accordi su investimenti e tariffe

I consumatori accusano: insider trading. Pozzi vara una commissione

ROMA - Sarà una Commissione di valutazione, composta da tre esperti e presieduta dal direttore generale dell'Anas, Claudio Artusi, a esaminare le informazioni che il gruppo Autostrade fornirà alla concessionaria sulla fusione con la spagnola Abertis. Lo ha annunciato ieri il presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi, in vista dell'incontro di oggi con i vertici di Autostrade. «Chiederemo informazioni scritte - spiega Pozzi - per comprendere come la fusione della controllante Autostrade possa riverberarsi sulla controllata "Autostrade per l'Italia", titolare della concessione». Insomma, il meccanismo delle scatole societarie, creato da Autostrade, lascerebbe pochi margini d'intervento sull'operazione: «Non abbiamo diritto di veto - ammette Pozzi - ma Autostrade ha un obbligo d'informazione da assolvere. Certo, avrei preferito che lo facesse preventivamente, per delicatezza». La linea dell'Anas è verificare, attraverso un «parere pro veritate» se, ad esempio, le modifiche del rating o i differenti livelli di costo del denaro, possano compromettere gli impegni assunti dalla concessionaria. «In seguito - dice Pozzi - il cda deciderà che fare». Compresa la revoca della concessione? «Non ho elementi per dirlo ora». Intanto, mentre l'Adusbef ha inviato un esposto alle Procure di Milano e Roma per «insider trading» sul titolo Autostrade, in un rapporto del collegio dei sindaci dell'Anas, datato aprile 2006, si legge che «i ritardi tra investimenti programmati e quelli effettivamente realizzati da Autostrade spa non sono imputabili né alla concessionaria né all'Anas, ma agli iter procedurali e approvativi». Una conclusione opposta a quella del rapporto del gennaio scorso. Infine l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, presidente del gruppo omonimo, ha chiesto che venga rispettata la clausola che, ai tempi della privatizzazione di Autostrade, escludeva dalla gara le imprese edili come era la sua. E come è oggi Abertis.

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