Data: 03/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Scontro mortale moto-bus, sei condanne. Il pullman era inadatto alla strada e c'era un cassonetto messo male. Responsabili di omicidio colposo autista, ditta di trasporti Comune, Provincia e società Team

TERAMO. Per il giudice sono tutti responsabili, ciascuno per le proprie competenze, della morte di un giovane teramano, Adriano Ioannoni di 30 anni, che il 16 giugno 2001 si schiantò con la sua moto contro un autobus di linea a Villa Romita, sulla strada provinciale per Miano. Ieri al termine di un processo, lungo e complesso, il giudice monocratico Armanda Servino ha condannato per omicidio colposo sei persone: l'autista del bus e rappresentanti della ditta di trasporti, del Comune, della Provincia e della Teramo Ambiente.
Vincenzo Capriotti (difeso dall'avvocato Cataldo Mariano), il conducente dell'autobus della ditta Baltur-Ciarrocchi, la società concessionaria per conto del Comune del servizio di linea Teramo-Miano, è stato condannato ad 8 mesi. Secondo il pm Davide Rosati nell'occasione dell'incidente non ebbe un comportamento prudente perchè per evitare un cassonetto della spazzatura, che aveva occupato parte della sede stradale, andò sulla corsia opposta senza pensare che dietro la curva potesse esserci qualcuno. Agostino Ballone (difeso dall'avvocato Gennaro Lettieri), amministratore della Baltur-Ciarrocchi, è stato condannato a 10 mesi.
Per l'accusa l'amministratore è corresponsabile della morte del motociclista perchè il bus utilizzato sulla strada in cui avvenne l'incidente era troppo grande per le misure ridotte della carreggiata stradale e perchè sul mezzo c'era solo l'autista, mentre se ci fosse stato, così come prevede la normativa, anche un altro addetto quest'ultimo avrebbe potuto scendere dal mezzo e segnalare il pericolo. Claudio Battaglia e Manrico Polisini (difesi dall'avvocato Guglielmo Marconi), coordinatore e responsabile del settore igiene urbana della Team, sono stati condannati rispettivamente a 9 e 10 mesi. Il primo è accusato di aver fatto mettere il cassonetto sulla curva e il secondo di non aver verificato l'irregolarità. Il dirigente del settore viabilità della Provincia Agreppino Valente (difeso dall'avvocato Maria Stella D'Innocenzo), è stato condannato a 10 mesi e anche lui è accusato di non aver fatto rimuovere il cassonetto. Vincenzo Di Bernardo (difeso dall'avvocato Tommaso Navarra) ,responsabile del settore trasporti del Comune di Teramo, è stato condannato a 10 mesi. Secondo l'accusa avrebbe consentito alla Baltur-Ciarrocchi di utilizzare un mezzo troppo grande rispetto alla sede stradale.
Il giudice, che ha riconosciuto una corresponsabilità di colpe all'autista dell'autobus e alla vittima, ha stabilito, oltre alla possibilità di procedere in sede civile per il risarcimento danni, il pagamento di una provvisionale ai genitori di 30mila euro ciascuno e ai fratelli di 10mila euro ciascuno (parti civili rappresentate dagli avvocati

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